di Mariagrazia Miceli

Essere madre. Generare una vita che ti appartiene e che per mesi respira, si nutre ed è un tutt’uno con te, ti cambia per sempre e ti dà una forza che non pensavi di avere. “Quando mi poggiarono mia figlia sul petto subito dopo il parto ebbi la consapevolezza per la prima volta nella mia vita che, da quel momento, avrei avuto un motivo per uccidere!”, mi disse una volta ridendo un’amica. Quella frase trasudava di Amore puro, quello con la A maiuscola, che ti porta a fare di tutto per i figli, a lottare fino all’ultimo respiro per loro, perché il tuo respiro è il loro. E questa lotta continua è quella che combatte quotidianamente la ottantasettenne siracusana Lucia Colletta, madre di Fulvio Frisone, suo terzogenito, considerato uno dei più brillanti fisici nucleari italiani, tetraplegico dalla nascita per un tragico errore nel momento del parto.
Lucia da oltre quarant’anni ha ingaggiato battaglie civili per la dignità del figlio contro i pregiudizi sociali e culturali e le cattive leggi che lo emarginavano. La “mamma-ciclone”, come è stata magistralmente definita, ha trascinato con sé tutta la sua famiglia, che l’ha sempre supportata, e grazie al suo coraggio è riuscita ad abbattere barriere che sembravano insormontabili.
Probabilmente immaginava una vita diversa quando, dopo l’infanzia e l’adolescenza trascorsa serenamente studiando a Siracusa pianoforte e canto, si presentò a Milano a fare un provino alla “Scala” dopo aver superato selezioni regionali. Ma la vita, si sa, spesso ci sorprende e fu così che conobbe il marito Carmelo con cui si sposò dopo un anno e da cui, prima di Fulvio, ebbe Palmira e Pinella. Il 19 gennaio 1966 gli cambiò totalmente la vita. Quel giorno, in seguito ad un travaglio difficilissimo, nacque Fulvio, affetto da tetraparesi spastica distonica. Da lì iniziò la lotta di questa piccola donna dal forte carattere. Una battaglia continua per i diritti, l’assistenza, nonostante le porte “sbattute in faccia”, la burocrazia… si è “scontrata” con pervicacia per il diritto allo studio del figlio facendogli frequentare, dopo il diniego di cinque istituti, le scuole medie, poi le superiori e infine facendolo laureare in Fisica nucleare. Non si è fermata davanti a niente e a nessuno, rivolgendosi al Presidente della Regione e della Repubblica.
Potenza di una madre che, grazie alla dedizione, è riuscita a dimostrare al mondo le possibilità del figlio che è oggi invitato per congressi in giro per il mondo in seguito ai suoi studi e ricerche sulla fusione a bassa energia senza scorie radioattive, la cosiddetta “fusione fredda”.
Lucia è solo uno splendido esempio delle madri-coraggio che ogni giorno dedicano le loro energie ai figli, per dargli speranza per un futuro migliore.
Auguri Lucia e a tutte le mamme-ciclone!

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