di Salvo Grasso

Ti osservavo adagiata sulla sedia a rotelle, tremolante, tutta vestito, capelli e occhi, farfugliavi parole incomprensibili con lo sguardo sperso nel vuoto. La malattia ti aveva disossata, sembravi un uccellino con le piume e basta.

Quando il colore castano dei tuoi occhi incontrò l’azzurro dei miei, mi destai e mi accostai vicino vicino a Te.

Strinsi le Tue mani nelle mie, alzasti lo sguardo e mi dicesti, Ciao.

Pensai, mi riconosce?

E alla mia domanda, mamma lo sai chi sono? Ripetesti, biascicando, le mie stesse parole.

Caddi un attimo nello sconforto, ma mi restò il dubbio. Alla fine che importanza aveva se mi avevi riconosciuto o no?

Eri la mia mamma e basta! Perché forzarti?

Eri così fragile.

Ti abbracciai forte, rammentandomi di non farti male.

Eri solo pelle e ossa, eri un uccellino con le piume e basta.

Salvo

 

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