CATANIA – Il centro-destra catanese – Fratelli d’Italia – An, Terra Nostra, Forza Italia, Noi con Salvini, #Diventeràbellissima – chiede l’autorizzazione per poter manifestare pacificamente manifestare le ragioni del No, davanti la villa Bellini, in occasione della della visita del Ministro per le riforme Maria Elena Boschi e riceve un diniego. «Evidentemente le direttive romane sono più potenti della democrazia» commenta in conferenza stampa Francesco Sicali esponente di #Diventeràbellissima «ormai da 20 giorni questa città è ostaggio della festa nazionale del Pd». «Ci siamo chiesti se fosse legittimo un diniego su un tentativo di esprimere un pensiero in un paese democratico in cui la Costituzione prevede anche il diritto di contestare pacificamente – ha affermato Manlio Messina coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia – la giustificazione data  è alquanto risibile perché ci dicono si stia attuando un protocollo anti terrorismo ma sicuramente non non si può dire di noi che siamo appartenenti a gruppi estremisti, non siamo certo black block»

Ma il coordinatore di Fratelli di Italia nel commentare il diniego alla manifestazione ci tiene anche ad aggiungere «rispettiamo le forze dell’ordine perché rappresentano il baluardo della legalità ma riteniamo di non essere stati rispettati come cittadini». Sulla stessa linea il coordinatore di Forza Italia Giovani Carmelo Coppola «ci atteniamo a quanto ci fanno sapere le forze dell’ordine che, dolenti, ci hanno annunciato il divieto a manifestare, e ci stiamo trattenendo solo per loro dal non fare qualcosa contro questo diniego. Però io ho chiesto alla nostra deputazione di andare oltre, di verificare come nasce questa festa dell’Unità che a Catania ad occupare tutti questi spazi nella cartellonista stradale, quale costi sono stati sostenuti». Pippo Arcidiacono, coordinatore cittadino di Forza Italia, calca l’attenzione sul solco del centro-destra unito «Il centro-destra si compatta per tutto ciò che non va bene in questa città, questo è il primo di una serie di incontri per rilevare il malessere di questa Catania che ha fatto tanti passi indietro, non basta una manifestazione fatta in luogo pubblico per risollevare le sorti della città. «Ci troviamo a denunciare l’ennesima attività censoria verso chi avrebbe voluto manifestare il proprio dissenso, in questo caso rivolto alla Riforma Costituzionale –  ha affermato Debora Borgese referente nazionale Terra Nostra – questa festa dell’unità è stata organizzata nell’area più grande della città preposta in caso di calamità sismica. Evidentemente per il Partito Democratico e per chi lo rappresenta questo abuso è lecito. La verità è che il PD etneo vorrebbe che la città di Catania diventasse roccaforte di partito, ma la bassa affluenza ha dimostrato il contrario ed il malcontento diffuso che invece vive Catania»

 

 

 

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