Marco Iacona  –

 

La festa di sant’Agata? È «un tratto identitario, profondo della città». A parlare è l’assessore Orazio Licandro, laico partecipante alle celebrazioni in onore della patrona di Catania.

Corte di palazzo degli elefanti, 3 febbraio ore 11 circa. Sindaco e assessori stanno per accomodarsi nelle due carrozze che attraverseranno via Etnea, tra una folla fatta di “fedeli”, devoti e curiosi. La gente tuttavia sembra aver lasciato a casa l’entusiasmo. La piazza è stanca, governare questa città è difficile, soddisfare le esigenze dei cittadini significa per forza di cose scontentare qualcuno. Catania è una città chiusa in se stessa ormai, lenta, quasi rassegnata, ma che (forse proprio per questo) non si lascia scappare un solo evento culturale.

Licandro ha sempre rivendicato con orgoglio le decisioni prese. «Sotto il profilo più squisitamente culturale , in questi giorni c’è stato un fermento di iniziative. Ieri abbiamo aperto due mostre. Una al Castello Ursino, splendida, del maestro Santacroce, inaugurando finalmente il quarto livello del Castello. Poi ancora un’altra mostra, curata dagli allievi dell’Accademia di belle arti, anch’essa dedicata a sant’Agata».

Arriva Bianco, sorridente, il corteo si muove, riusciamo a strappare un ultimo commento a Licandro: «Un difetto della festa?». «Stiamo provvedendo a guadagnare terreno su quelle che erano alcune anomalie che rischiavano di innescare polemiche». «Per esempio?». «Vogliamo ripristinare la tradizione, col ritorno della santa in Cattedrale nei limiti, come dire, fisiologici. Ma per giungere a queste soluzioni ci vuole l’impegno di tutti coloro che sono protagonisti, e non solo dell’amministrazione comunale».

Festa da vedere e da ascoltare: parecchi gli altoparlanti posti su via Etnea. All’altezza di piazza Stesicoro assistiamo alla sfilata di volontari delle associazioni, di graduati e autorità. La gente non applaude più. di motivi francamente non ce ne sono. Solo i vigili del fuoco si guadagnano il tradizionale battuto di mani. Dopo l’11 settembre 2001, l’atteggiamento dei cittadini nei confronti dei coraggiosi operatori della sicurezza è completamente cambiato.

Ore 13 circa, rimane giusto il tempo di una breve passeggiata tra ragazzi in libera uscita e venditori ambulanti di palloncini. Numerosi i torronai nelle strade secondarie. Anche la loro presenza è “tradizione” è stato detto nei giorni scorsi. Gente che va e che viene: “sacchi” bianchi e verdi, nastrini e coccarde. Tutto ben in mostra, sotto una fredda pioggerellina. Alla festa di Sant’Agata partecipa il popolo, ci ritornano in mente le parole di Licandro.  Proprio in quel momento, sul marciapiede opposto passa un tizio vestito da Mickey Mouse.

 

A proposito dell'autore

Giornalista e saggista

Marco Iacona, giornalista e saggista. Siciliano non per colpa sua. Autore di sei volumi dal colonialismo italiano all’éra pop passando per il Sessantotto. Il settimo è in arrivo. Conosce Trento, Trieste, Bologna, Milano, Bergamo, Asti, Roma, Firenze, Pisa, Genova e Venezia. Non è mai stato ad Amalfi. Preferisce i fumetti a Nietzsche e Nietzsche a Hegel. Studia la destra ma preferisce Woody Allen. Ama l’opera lirica, la Callas e Pasolini. Ha vissuto quarant’anni in Sicilia e quattro in Piemonte. Nel 2010 ha riattraversato lo Stretto non per nostalgia.

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