Pina Mazzaglia

CATANIA – Arricchita da nuovi input e con un nuovo percorso museale si colloca, nel cuore della Catania Barocca, con sede presso il piano nobile di Palazzo Nicotra Bertuccio la Società Storica Catanese. Sita nella centralissima via Etnea, ha da poco festeggiato i suoi sessanta anni di vita, e ha in programma una serie di eventi speciali che si estenderanno nell’arco di tutto l’anno accademico, fino a ottobre del 2016. Leader di questa storica istituzione il dottor Alfio D’Agata, che completati gli studi a Catania inizia la sua carriera nel mondo del cinema alle dipendenze del direttore della Fotografia M. Calvesi. Trasferitosi a Roma realizza i suoi primi lavori da regista. Nel 2000 è nominato vice-presidente della Società Storica Catanese; nel 2008 ne diviene il Presidente. A oggi ha collaborato a oltre quaranta film nel reparto fotografia e ha realizzato più di venti lavori come regista. In occasione dell’anniversario dalla sua istituzione abbiamo incontrato Alfio D’Agata, che tra le altre cose, ci ha descritto sul futuro della casa museo, della questione culturale, e non solo.

 Quest’anno la Società Storica Catanese compie 60 anni dalla sua Istituzione. Si è posta negli anni a difesa del patrimonio storico, artistico e monumentale. Cosa rappresenta per Catania la Società Storica catanese?

Rappresenta la difesa, a oltranza, della sua memoria, della sua Storia. È una sorta di ultimo baluardo, fortino della memoria storica. È il luogo in cui poter ripercorrere gli ultimi due secoli di storia siciliana, e non solo catanese in particolare. Troviamo cimeli, libri, aneddoti del nostro passato di uomini, di italiani ma anche “cose” che ci legano al nostro passato “privato”: dalla bottiglia di latte in vetro che usava la nostra nonna, alla “conca”, al “vecchio” enorme primo televisore… Grande storia che si mischia alla piccola storia di ognuno di noi. Percorrendo le stanze della Società Storica Catanese si riattiva la memoria, il passato riaffiora prepotente e spesso l’interesse per quello che eravamo e siamo stati si ridesta prepotentemente.

Di cosa si è occupata negli anni?

Se all’inizio è “nata” per la salvaguardia della memoria storica della città, nel tempo con la sua espansione ed evoluzione ne ha ampliato gli obiettivi. Si è creata una casa editrice dedita soprattutto alla pubblicazione di poesie e di libri di storia, specie di autori siciliani; si è interessata attivamente del recupero di monumenti catanesi e non solo; ha combattuto battaglie a suon di articoli, una volta erano arma micidiale…, contro lo scempio di certe demolizioni, per esempio le ville sopravvissute in corso Italia; ha portato avanti la realizzazioni di lapidi commemorativi di cittadini illustri dimenticati; ha fortemente voluto la fontana dei Malavoglia in Piazza Verga; ha ospitato il Maggio Letterario, dove i maggiori intellettuali e poeti siculi si davano il benvenuto a suon di versi e citazioni. È stata gemellata con l’Accademia Ferdinandea e con l’Accademia greca di poesia, ospitando quest’ultima. Ha avuto rapporti culturali ed epistolari con le maggiori Università e Accademie d’Italia. Ha ospitato mostre di quadri, presentazioni di opere, convegni storici. Tutto ciò che è ed è stato cultura in modo o in un altro è “passato” negli anni per i saloni della S.S.C.

Quando è stata istituita e da chi?

È stata fondata il 20 Ottobre 1955, ad opera di cinque intellettuali: il dott. Michele D’Agata, il prof. Giuseppe Toscano Tedeschi, il cav. Gregorio La Spina, il dott. Antonino Montagna e il dott. cav. Antonino Bonaccorsi Lo Giudice. Il dott. Michele D’Agata, il più piccolo del gruppo, è stato il Presidente che l’ha portata ai massimi splendori e nella stato attuale.

Con la cultura è possibile creare risorse economiche e occupazionali?

Per logica e tradizione italiana verrebbe subito da dire: certo! Nella realtà dei fatti oggi è molto complicato. Infatti, si avverte un senso di sfiducia e di abbandono, specie da parte delle Istituzioni che ormai con la “scusa” della crisi appaiono brancolare nel buio e incapaci di supportare le iniziative più semplici. Ciò detto, la crisi e le relativi scuse si stanno allontanando, c’è un ritorno alla realtà concreta, una voglia crescente di confrontarsi fisicamente e non solo sullo schermo, e allora ecco che luoghi di aggregazione culturale, i luoghi dove toccare materialmente un libro, una cartolina, un oggetto, tornano nuovamente protagonisti. E così che luoghi “sopravvissuti” a internet, al qualunquismo e al modernismo fine a se stesso tornano ad essere luoghi di interesse, interesse culturale e quindi turismo, scambio di idee, di mostre, di convegni e quanto altro.

Da quando tempo è presidente della Società Storica Catanese?

Dal 2008.

Nelle scuole si insegna sempre meno Storia dell’Arte: le visite delle scolaresche nei musei sono sempre meno. Non sarebbe utile creare un ponte tra scuole e mondo culturale? Che ne pensa?

Più che utile, necessario! Noi nel nostro piccolo ci proviamo sempre, ma il più delle volte ci scontriamo con burocrazia mastodontica e/o semplicemente con la pigrizia di presidi e professori.

La Società Storica Catanese ha un suo motto?

Ne ha due: “KATANA TVTRIX REGVM” e “NOLI TANGERE PATRIAM AGATAE” e io, in genere, aggiungo anche Torquato Tasso: “Catania, dove il sapere ha albergo”.

Quali sono i programmi futuri?

Dopo un lungo e meticoloso lavoro di sistemazione generale, abbiamo creato un percorso museale più “agevole” dividendo le nostre sale a temi, quindi adesso puntiamo ancora di più sulle visite guidate, sperando di poter coinvolgere scuole e turisti. Abbiamo potenziato il nostro sito internet e la nostra pagina Facebook; stretto rapporti di collaborazione con varie associazioni per creare sempre nuovi eventi culturali. E soprattutto siamo disponibili a nuove collaborazioni e proposte per fare sempre più “sistema” e cultura.

La Società Storica Catanese custodisce al suo interno l’archivio, dove sono conservati numerosi documenti, la maggior parte dei quali risalenti al periodo Borbonico e Risorgimentale, che permettono di ricostruire la situazione storica, sociale ed economica dell’Italia, ed in particolare della Sicilia e di Catania dal Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia; ha una sua Biblioteca che raccoglie circa 50mila volumi, tra cui rarissimi testi del XVI secolo; oltre alla Biblioteca custodisce un’emeroteca storica con raccolte di riviste e giornali quotidiani e periodici dall’Ottocento agli anni ’80; è Museo Storico: all’interno dei saloni sono custodite numerose collezioni di oggetti di natura eterogenea, che ricostruisco gli usi, i costumi e le tradizioni del nostro territorio; è casa editrice fondata nel 1960 e ha pubblicato fino al 2005, oltre 80 titoli.

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