di Agnese Maugeri

La XIV edizione del Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi sta per aprire i battenti, tante le sezioni in programma, il foto 2concorso di lungometraggi e quello di cortometraggi “Con-corti”, la rassegna “Retrospettive” dedicata a Pietro Germi e Vitaliano Brancati, “Lampi sul mediterraneo” altra rassegna incentrata sulle storie del mare nostrum, durante la quale sarà ospite Franco Battiato con il suo lungometraggio “Attraversando il bardo”; e infine gli incontri letterari di “Chiacchiere sotto il fico” che vedranno susseguirsi personaggi del mondo del cinema Sebastiano Riso, Tea Falco, e scrittori come Massimo Maugeri, Stefano Amato, Davide Carmelo Maria Ortisi e molti altri.

Una settimana dal 21 al 27 luglio che vede il piccolo e incantevole borgo di pescatori di Marzamemi trasformarsi in crogiuolo di etnie e di culture, un festival di frontiere inteso non come punto di arrivo. Durante la conferenza stampa tenutasi al Palazzo della Provincia di Siracusa, il direttore artistico Nello Correale, ha spiegato questo concetto dicendo “non è un limite stare alla frontiera se la si intende non come fine ma come porta, ingresso di un continente, la Sicilia è la faccia attiva del mediterraneo”.

Oltre a Nello Correale hanno preso parte alla conferenza stampa, il vicedirettore artistico del festival Professore Sebastiano Gesù, l’assessore alla cultura di Pachino Gisella Calì, il presidente del consiglio comunale di Pachino Salvatore Borgh, la responsabile didattica della Summer School Managment Floriana Coppoletta e infine Marilena Paternò che curerà il premio speciale “Donna di Frontiera”.

Il Festival del Cinema di Frontiera si occupa di mostrare al pubblico quelle pellicole che altrimenti sfuggirebbero e che invece sono foto 1intrinseche di forti cariche sociali, una grande manifestazione ma un piccolo festival così lo definisce il direttore artistico, anche se quest’anno acquisisce un punto importante diventando internazionale; molti film saranno infatti proiettati in lingua con sottotitoli per coinvolgere anche i turisti presenti e per allargare ancora di più questa frontiera.

Inoltre questa quattordicesima edizione ha in programma un “Incomig” una tavola rotonda con molti famosi produttori canadesi e americani uno fra tutti Martin Katz produttore di David Cronenberg, che gireranno per la zona iblea alla scoperta di nuove location per i loro film e di interessanti co-produzioni.

Abbiamo intervistato uno dei fondatori del Festival che con passione e dedizione da quattordici anni porta avanti la cultura di frontiera, il vicedirettore artistico, il Professore Sebastiano Gesù.

Una quattordicesima edizione, questa del Festival di Frontiera che presenta un programma ricco di ospiti e di pellicole interessanti, qual è il fil rouge tra i diversi eventi e quali le novità?

«Avremo tanti ospiti molti dei quali amici affezionati della nostra kermesse ma penso che quest’anno il programma sia più che mai interessante e denso di incontri. Ci sarà Franco Battiato che è riuscito a inserirci tra i suoi importanti impegni facendoci un grande regalo, verrà a parlare e a presentare il suo lungometraggio “Attraversando il bardo” chiacchierando sulla diversa concezione della morte tra occidente e oriente in un viaggio che parte dalla nostra Sicilia e arriva in Tibet.

foto 3Il giovane regista catanese Sebastiano Riso sarà nostro ospite e anche giudice di gara, e porterà la sua pellicola d’esordio “Più buio di mezzanotte” con la quale ha partecipato al Festival di Cannes, e poi Tea Falco, Tiziana Lodato e Donatella Finocchiaro nostra cara amica, che presenterà il film “Marina” una produzione italo-belga che racconta la storia di un cantautore italiano Rocco Granata (Luigi Lo Cascio) emigrato in Belgio per lavorare nelle miniere, che non ha però mai abbandonato il suo sogno.

Una speciale rilevanza si deve dara alla presenza dei Fratelli Mancuso che accompagneranno con le loro note le proiezioni di due film muti “Etna 1909” e “Mari del Nord” che legano in questo opposto il calore della nostra Sicilia con il freddo dei ghiacci delle terre artiche.

Ma anche le sezioni collaterali del Festival non sono di minor importanza “Lampi sul mediterraneo” che tratta un tema di scottante attualità, l’immigrazione; “Chiacchiere sotto il fico” dove diversi autori locali e non, parleranno dei loro libri per donare alla manifestazione un confronto vivo e universale della cultura. Infine la rassegna “Retrospettiva” che quest’anno abbiamo dedicato a due illustri uomini,  Pietro Germi per festeggiare il centenario della nascita del regista  e i cinquant’anni del film “Sedotta e abbandonata” che verrà proiettato alla presenza di Aldo Puglisi, e lo scrittore Vitaliano Brancati, per i sessant’anni dalla morte, in suo onore verrà riprodotto il film “Il bell’Antonio”.

La novità di questa edizione è l’Incoming, la tavola rotondo con i produttori americani e canadesi invitati a visionare il nostro territorio e a stringere contatti con i rappresentanti della Sicilia Film Commission».

L’Italia è il paese dove ci sono più festival del cinema al mondo, il vostro sicuramente meno patinato e più di “nicchia” ha avuto delle difficoltà durante la sua esistenza, secondo lei qual è il punto di forza del Festival di Frontiera?

«Il festival è, tra quelli di minor importanza, il più anziano infatti siamo già alla quattordicesima edizioni, puntando al locale ci affacciamo al mondo in un continuo confronto di culture e usi sociali.

Il nostro territorio è sempre stato interessato e sensibile al cinema del resto anche il festival di Taormina è uno fra i più longevi, ma la regione fino a poco tempo fa non attenzionava i festival. Basti pensare al Taormina Film Fest che quest’anno ha visto dimezzato il suo budget, o Taormina Arte con i dipendenti in attesa di salario.1328284175_image

Anche per noi gli unici problemi sono stati quelli di natura economica, senza le adeguate sovvenzioni, gli enti locali da soli non erano in grado di farsi carico dei contributi economici, quindi dopo la scorsa edizione itinerante del festival, i commerciati di Marzamemi ci hanno supportato e fortemente rivoluto nel loro incantevole paese. In più abbiamo creato una Federazione dei Festival Siciliani, insieme al festival di Ortigia e di Viagrande, dove ci sosteniamo e supportiamo a vicenda».

Una manifestazione che incontra la cultura a 360° qual è l’impatto con il pubblico, è cresciuta l’attenzione in questi anni?

«Quando arrivammo il primo anno a Marzamemi c’erano poca gente e fu tutto molto raccolto, poi con il passare degli anni grazie probabilmente anche alla nostra presenza il borgo è fiorito ed è cresciuto così come il nostro festival accogliendo curiosi, cinefili e turisti. Il nostro è un pubblico eterogeneo, le proiezioni in piazza vogliono proprio questo che chiunque possa accostarsi e osservare, e ora anche le istituzioni si stanno accorgendo dei benefici economici apportati sul territorio».

Il cinema Italiano odierno ha molte problematiche ed è spesso tacciato come leggero, lei in quanto critico in cosa pensa difetti rispetto al passato?

«Il cinema nostrano è sempre stato in crisi anche negli anni ’60 quando era invidiato nel mondo. Oggi sono cambiate molte cose, non esiste più la pellicola e soprattutto i produttori non sono più quelli di una volta, però malgrado questo ci sono giovani talentuosi che cercano di affermarsi e di portare prodotti nuovi, per esempio Pif o Zalone sono degli autori-attori che sanno ben adoperare le loro qualità comiche, così come faceva Germi in passato riescono a far ridere e riflettere allo stesso tempo».

Agnese Maugeri

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