ROMA – Dal nostro inviato

Strappano applausi e risate Ficarra e Picone che chiudono la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma con il loro nuovo lavoro “Andiamo a quel paese“, nelle sale di tutta Italia dal prossimo 6 novembre. La commedia si svolge in Sicilia e Valentino e Salvo, amici di vecchia data, rimasti discoccupati, decidono di cambiare vita e trasferirsi dalla città al piccolo comune siciliano di Monteforte, paese d’origine di Valentino e della moglie di Salvo, Donatella, nella speranza di limitare le spese. E’ da qui che prenderà il via il piano diabolico a scopo di lucro di Valentino, e cioè mettersi in casa tutti i parenti più anziani per sfruttare le loro pensioni. Dopo una serie di sfortunate ed improbabili incidenti mortali, i vecchi sopravvissuti decidono di sloggiare convinti che la casa sia stata colpita dal malocchio. L’unica a non cedere è Lucia, l’anziana zia della moglie di Salvo, che dopo una notte insonne partorisce un’altra idea delle sue: far sposare la zia con Salvo, solo così la pensione sarà salva e la sua famiglia potrà raggiungere l’agognata sicurezza economica. Ma un impensabile imprevisto finale verrà a sconvolgere i loro piani. ” Abbiamo rappresentato una Sicilia reale perché abbiamo preso le persone del luogo in cui abbiamo girato, cioè il paese di Rosolini in provincia di Siracusa” ha detto Salvatore Ficarra in conferenza stampa. “Gli abitanti sono entrati a far parte del film, sia comparse che figurazioni, abbiamo preso anche il loro entusiasmo” ha proseguito Valentino Picone. Nella storia viene messa in luce, in chiave scherzosa, un problema serio ed attuale del nostro tempo, che oltre alla mancanza di lavoro è un cancro dell’Italia: le raccomandazioni, in ogni ambito e grado lavorativo. “Ci siamo accorti che la raccomandazione è anche tra noi che facciamo questo mestiere. C’era la volontà di raccontare quello che viviamo tutti i giorni, quello che che capita ad amici, parenti, a noi, e che abbiamo condiviso tutto il cast. Si riesce a campare solo se hai qualche pensionato in casa che aiuta al di la degli 80 euro di Renzi….”

Ma è stato anche il giorno in cui è stato proiettato l’ultimo film da protagonista di Philip Seymour Hoffmann, A Most Wanted Man – La spia, con un’altra, l’ultima, interpretazione magistrale dell’attore americano scomparso il 2 febbraio scorso. Tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carré, La Spia – A Most Wanted Man è un action thriller che si dipana tra Amburgo e Berlino che vede coinvolti un misterioso uomo in fuga, un banchiere britannico, una giovane avvocatessa idealista e il capo di un’unità segreta di spionaggio tedesca. “Per il ruolo del protagonista ho voluto subito Hoffman – ha dichiarato il regista Anton Corbijn – sapevo che solo lui avrebbe potuto portare in vita il complesso personaggio di Le Carré”.

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