ROMA – Dal nostro inviato

Se siete amanti delle serie tv americane sul mondo della medicina d’accordo, preparatevi, ma sappiate che The Knick è per cuori forti, o meglio, per “stomaci” forti. Perché se ancora in Dr House – Medical Division non avevamo mai sperimentato, nonostante 8 stagioni e 177 episodi, nessuna particolare scena cruenta nonostante le centinaia di casi di cui si è occupato House, questo non succede nel medical drama diretto dal regista premio Oscar Steven Soderbergh con protagonista il Dott. Cliwe Owen, per l’occasione diventato il giovane e brillante chirurgo John Thackery. Sono bastati 100 secondi dall’inizio della serie, gli stessi per cui il primario J.M. Christiansen (Matt Frewer), mentore di John, riteneva sarebbero bastati a salvare la vita di una donna in procinto di partorire grazie ad una nuova ed innovativa tecnica medica di sua invenzione, per assistere ad operazioni a pancia aperta, fiumi di sangue, mani immerse dentro al corpo dei pazienti ed i ‘ferri del mestiere’ (forbici, bisturi e quant’altro) infilati in bella mostra dentro ad essi. Insomma, ci vuole coraggio per non coprire mai gli occhi e non lasciarsi andare a smorfie istintive del viso. Per il resto, è un buon prodotto attualmente in programmazione sull’emittente via cavo statunitense Cinemax ed in onda in Italia dal prossimo 11 novembre.

Questo medical drama è ambientato nella New York di inizio 900′, all’interno dell’ospedale Knickerbocker. E’ un’epoca caratterizzata da elevati tassi di mortalità e assenza di antibiotici. Ossessionato dal suo lavoro e dalle sue ricerche sul corpo umano, il chirurgo John Thackery (Cliwe Owen) – il cui personaggio è ispirato alla vera vita del celebre chirurgo americano William Halstead – nasconde però una pericolosa dipendenza dalla cocaina e dall’oppio. Dopo che il primario dell’ospedale Christiansen si sarà tolto la vita, è il Dott. Thackery ad avere la guida dell’ospedale, ma l’arrivo del collega di colore afroamericano Dott. Edwards (Andrè Holland) in un team di medici bianchi costituisce una vera e propria rivoluzione per l’epoca che mette a dura prova la coesistenza dei due, con Edwars emarginato da tutti nonostante la laurea ad Harvard.

Sul mondo del giornalismo, la giornata di oggi al Festival ha proposto un film tedesco diretto da Christoph Hochhausler dal titolo The Lies of the Victors. Fabian Groys, giornalista d’assalto di un settimanale politico, gode di grande libertà perché le sue storie vendono. Dopo aver fallito uno scoop riguardante l’esercito tedesco, il direttore gli affida una giovane tirocinante. Fabian, che non sopporta di lavorare in coppia, la incarica di seguire quello che si presenta come il classico servizio da tabloid: un uomo si è suicidato gettandosi nella fossa dei leoni dello zoo. Grazie alla caparbietà della ragazza, emergono indizi che permettono di pensare che il caso cui stava lavorando Fabian e la morte dell’uomo siano connessi. Pura coincidenza o c’è dell’altro? E se così fosse, come combattere un avversario nascosto nell’ombra? Il thriller a sfondo politico di Hochhausler porta l’attenzione sull’attuale tema del potere, del lobbismo e della manipolazione mediatica. Il film districa un’astuta rete di mezze verità, grandi scandali e racconta i dubbi metodi usati dalle lobby. Il regista ci mostra il dietro le scene rivelandoci come gli attori che non sul palcoscenico influenzino e controllino i processi politici e giornalistici. Il film riflette sull’integrità dei nostri politici e sull’affidabilità delle fonti di informazione. Alla fine della proiezione sono stati più i dubbiosi che i convinti della pellicola, un po’ per il finale un po’ per la trama forse non ottimamente intrecciata.

Tra le altre proiezioni di quest’oggi all’Auditorium Parco della Musica, Last Summer di Leonardo Guerra Seragnoli è stato girato interamente su una barca in mezzo al mare, con un cast internazionale tra cui l’attrice protagonista giapponese Rinko Kikuchi (nomination agli Oscar con “Babel”), accanto all’olandese Yorick Van Wageningen (il cattivo di “Uomini che odiano le donne”), Lucy Griffiths, Laura Sofia Bach, Daniel Ball ed il piccolo esordiente Ken Brady. Una giovane donna giapponese ha quattro giorni per dire addio al figlio di sei anni, di cui ha perso la custodia, a bordo dello yacht della facoltosa famiglia occidentale dell’ex marito. Sola con l’equipaggio, che ha il mandato di sorvegliarla a vista, la donna affronta la sfida di ritrovare un legame col bambino prima di doversene separare per molti anni.

Scrivi