Lilia Scozzaro

Un materiale dove viene inciso il microsolco. Cloruro di polivinile,  chiamato semplicemente “Vinile!!!” Dal  master, si ottiene la matrice, dalla quale poi si ricaveranno gli stampatori. Uno stampatore puo’ tirar fuori, in 24 secondi,   circa 1000 dischi. Il disco vero e proprio, e’ pronto per essere ascoltato. Un solo disco e poi via tante copie in poco tempo. Sconvolgente!

Scomparso il Vinile? Io credo di no! Anche per i giovani e’ diventato una vera passione.

Gli anni ’80 inserirono il famoso dischetto a lettura laser, noi grandetti non credemmo in lui, poco tempo passo’ ed il CD si  affermo’ prepotentemente, sorpassando il vecchio Vinile che, ahime’,  si vide diminuire le vendite. I negozi di dischi addirittura cercarono di svendere cio’ che era rimasto, per dar spazio a quei dischetti che erano una novita’, personalmente, considerata inutile. Chi comprava i dischi, chi  li ascoltava, chi lavorava in Radio, in Discoteca,  pian piano dimentico’ il  profumo di questi cerchi neri, si potevano trovare anche di color rosso, blue, giallo, vinile_logo_rosso verde. Suoni allo stato puro. Ma  capitava, spesso, di comprare un disco perche’ la sua copertina era bella, particolare. Infatti, le confezioni tipiche lo hanno reso come un prezioso artistico,  il disco doveva avere un suo look , la musica pop, per esempio, puntava sui giovani, dunque copertina frivola e meno seriosa. Si cerco’  anche di utilizzare una strategia per le vendite, mettendo in evidenza l’immagine del musicista, oppure una linea grafica distinguibile per individuare una casa discografica. La copertina, doveva esser curata nei minimi particolari.

Fiorirono  anche le confezioni per le collane, fu il 1970 quando si arrivo’ ad una celebrazione nelle collane sonore, con le piu importanti case editrici,  che decisero di dedicarle ad alcuni settori  musicali. E delle prime copertine dei Beatles ne vogliam  parlare? Chi si occupo’ della loro ascesa,  capi’  l’importanza della confezione di un disco, e dal secondo album si mise all’ opera, consegnando il lavoro artistico  al fotografo Robert Freeman , da lui tutte le copertine furono firmate,  fino a “ Rubber Soul “ I Beatles hanno un   33 giri, altro che gioiello!!! “ Yesterday and Today” puo’ costare fino a 45.000 dollari, fatevi un po’ i conti a cosa corrispondono in Euro.

Ma quando nacque la produzione del disco e di conseguenza le prime case discografiche?

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Furono  gli inizi del 1900, il disco inciso , lato A e lato B , riempi’ e conquisto’ il mercato . 1915 , anno in cui vociferarono anche le trasmissioni radio. 1919,  il giradischi,  venduto in diverse e forme,  ci fu l’imbarazzo della scelta:  impianto hi-fi,  portatile,  mangiadischi.  Il primo juke-box, poi  arrivo’ nel 1927

Ecco gli anni ’50,  il vinile viene confezionato in serie, essendo gia’ stati presentati i suoi supporti, 33 e 45 giri.

Il primo doppio LP,  fu quello di Bob Dylan “Blonde on Blonde” che ebbe la durata massima di 75 minuti,  ed ancora “ Freak out” di Frank Zappa.  Si arrivo’ anche a non stabilire piu la durata di un disco, grazie ai Chicago che consegnarono un quadruplo live, era il 1971.

Ed oggi? Da qualche anno si  parla  dei cerchi neri, chiaramente in veste moderna, e  si potra’ pensare ad un loro ritorno. Che meraviglia!!!  Il Vinile risuona a Catania. Avremo modo di di ammirare, conoscere ancora,  chissa’ quanti segreti del Vinile. Da venerdi 31 Maggio a  Lunedi’ 2  Giugno “Fiera del Disco” Hotel Bellini in Piazza Trento a Catania. Palermo, 7 e 8 giugno, Hotel San Paolo Palace.  Caratteristica di quest’anno l’aria Internazionale, infatti oltre gli espositori locali, si vedra’ la presenza di  Standisti che arriveranno da tutta Europa.  Novita’, Rarita’, Antichita’ musicali  ci aspettano. La puntina e’ li’ li’ pronta sul solco del Vinile.  START !!!

Lilia Scozzaro

 

A proposito dell'autore

Generalmente parlo poco della mia persona e dei fatti miei. “ Il pericolo è il mio mestiere “, è il filo conduttore che guida tutta la mia esistenza lavorativa (e non solo). Non ho mai temuto di imbarcarmi in imprese estreme, di svolgere attività rischiose, di avere pericolose responsabilità, e non accontentandomi di un ripetitivo lavoro d’ufficio, ho voluto sempre mettermi alla prova. Dopo aver vissuto una vita davanti al microfono/mixer, e a tutte quelle apparecchiature che occorrono per intrattenere gli ascoltatori di una Radio, eccomi qui, collaboro con un giornale on line “ Sicilia Journal “. E’ stata un’ impresa all’inizio, ed ho cercato di gestire questo mio nuovo compito con calma e molta discrezione. Grazie a Silvia Ventimiglia ed al direttore del giornale Daniele Lo Porto. Buona lettura a tutti!

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