di Marco Spampinato

CATANIA  – Sono arrivate le scarpe un po’ per tutti, ma anche gli indumenti per le 15 donne, migranti, presenti al PalaSpedini di Catania assieme ad oltre 185 uomini. All’interno della struttura sportiva catanese vive, da diverse settimane, il folto gruppo di stranieri provenienti da vari Stati africani di cui abbiamo già scritto in precedenza. L’accoglienza a loro rivolta, che abbiamo registrato recandoci sul posto per la seconda volta a distanza di 72 ore dalla prima, si fa, giorno dopo giorno, più attenta grazie, soprattutto, alle piccole donazioni dei cittadini e al lavoro delle associazioni coordinate dalle Prefettura.

Al nostro arrivo, alle 10.15 di stamane, troviamo di pattuglia un’auto dei carabinieri. Seduti davanti la struttura comunale, che viene gestita e ben controllata da un solo dipendente della Multiservizi, ritroviamo circa quaranta immigrati tranquilli e un po’ annoiati.
Solo all’arrivo della macchina con, all’interno, quattro volontari dell’associazione culturale “Ashram” (Multi Kulti) si desta l’interesse e vediamo parecchi di loro avvicinarsi piuttosto ordinatamente seppure di buona lena.
“Nel cofano della nostra auto oggi portiamo le ultime calzature e generi di prima necessità che ci erano stati richiesti l’altro ieri – ci informa Pina Giuffrida, rappresentante dell’associazione culturale catanese -. I carabinieri ci hanno raccomandato di interagire con gli ospiti della struttura con grande calma e esortandoli a non ammassarsi”. Mamadou, che ha il phisique du role di un gigante buono, fa da traduttore. Esiste sempre, a quanto pare, la possibilità che una divisione convulsa, o poco attenta, di quelli che sono calzature, vestiti, tovaglie e prodotti per la pulizia personale e per consentire il lavaggio degli indumenti possa offrire una occasione di calca e contrasto.
Le operazioni odierne, al contrario, si svolgono nel massimo ordine e con assoluta serenità. C’è, però, una raccomandazione che gli addetti ai lavori tengono a suggerire “Chiediamo ai cittadini, sensibili a queste e altre vicende legate all’accoglienza degli immigrati come degli emarginati di non farsi presenti, direttamente, presso le strutture interessate come nel caso del PalaSpedini. La cosa potrebbe creare anche piccoli problemi di ordine pubblico o, semplicemente, mettere in difficoltà le forze dell’ordine presenti e preposte al presidio – spiega Giuffrida -. Riteniamo molto più semplice rivolgersi alle tante associazioni che effettuano servizio di volontariato sul territorio. Chi volesse rivolgersi a noi, in particolare, potrà farlo chiamando al 3284152565 o venendoci a trovare in via Landolina, 41 a Catania”.

 

 

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