di Maria Morelli

Dopo il Teatro di Messina anche il Bellini di Catania torna all’ordinaria amministrazione. La giunta regionale presieduta da Rosario Crocetta ha infatti emanato il decreto di nomina del CdA. Il commissario Marcello Giacone lascia dopo che il suo incarico era stato rinnovato il 5 maggio scorso. Il nuovo CdA, in carica per i prossimi quattro anni, vede come presidente, Enzo Bianco, sindaco di Catania e come componenti, Filippo Cosentino, Maria Rosa De Luca, Giuseppe Calanna e Harald Massimo Bonura.
“L’opera di risanamento – commenta l’Assessore Regionale al Turismo, Michela Stancheris – non è ancora conclusa, ma il ritorno all’ordinaria amministrazione del teatro catanese rappresenta un importante passo avanti verso il rilancio dell’ente. Ringrazio il commissario Marcello Giacone per il prezioso lavoro svolto: le molteplici attestazioni di stima nei suoi confronti mi confortano della scelta compiuta mesi fa. La Regione, pur nelle difficoltà di bilancio che condizionano il suo operato, ha stanziato i fondi sufficienti per il pagamento degli stipendi dei lavoratori degli enti e delle fondazioni teatrali per il primo semestre. Un passo importante per evitare che le famiglie paghino un prezzo troppo alto in questa fase di crisi. A ciò però – prosegue Stancheris – deve fare seguito l’impegno compatto delle altre amministrazioni coinvolte. Penso al ritardo del ministero in merito alla costituzione dei CdA del Teatro Massimo di Palermo e dell’Inda; così come penso, ad esempio, al fatto che il Comune di Catania debba ancora versare al Teatro Bellini 3,733 milioni di euro, destinati in larga parte al TFR dei lavoratori. Se le istituzioni non faranno la loro parte, diventa difficile poi chiedere ai sindacati e ai lavoratori ulteriori necessari sacrifici. Per quanto mi riguarda – conclude l’assessore – continuerò a seguire da vicino ogni teatro siciliano. Ho sempre messo la faccia su ogni vertenza e ho lavorato con il mio staff per seguire passo a passo gli enti e le fondazioni teatrali in questa fase di risanamento”.

 Maria Morelli

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