Presentare un libro che racconta la storia di un uomo non è mai facile, soprattutto quando quella storia è segnata da momenti tetri e spaventosi come può essere l’usura.

Per farlo, per raccontare il libro “Fiore… tutto a posto?” scritto da Anna Milazzo, si è usato il metodo più diretto ed anche più intimo, far parlare i protagonisti della storia che direttamente o meno hanno vissuto il “cammino antiracket” insieme al protagonista Salvatore Fiore.

IMG_1324

«Denunciare rende liberi, avrei dovuto farlo molto prima. Per quasi vent’anni sono stato un imprenditore solo sulla carta: avevo più di 120 operai, ma tutto quello che guadagnavo finiva direttamente nelle mani dei miei usurai. La mia vita era una corsa per racimolare i soldi per pagare loro gli interessi, una lotta impari. Quando non trovavo il denaro che mi chiedevano, mi nascondevo, stavo per ore in macchina fuori dal paese. Ero un burattino nelle loro mani. Adesso sono finalmente un vero imprenditore, una persona che si è riappropriata della propria dignità di uomo libero».

Questo è il messaggio d’apertura di Salvatore Fiore, imprenditore di Belpasso che dopo oltre dieci anni di vessazioni e minacce ha denunciato i propri estorsori.

IMG_1330

Alla presentazione, insieme a lui, intervengono: Giovannella Scaminaci, Procuratore aggiunto presso la Procura di Messina; Nello Musumeci, presidente della Commissione regionale Antimafia; Sonia Alfano, già presidente della Commissione Antimafia europea; Alessandro Drago, vice dirigente della Squadra Mobile di Catania; Enzo Guarnera, avvocato penalista. A moderare il dibattito il giornalista Luciano Mirone.

“Fiore… tutto a posto?” ripercorre tutta la vicenda di Salvatore Fiore, cominciata a metà degli anni Novanta quando, in un momento di difficoltà economica, l’uomo è caduto nelle mani di usurai legati alla criminalità organizzata. Una storia che, come racconta l’autrice del testo, è venuta fuori tra una “pizzata ed un’altra”, tra persone che avevano voglia di stare insieme ed il tutto è uscito, e si è scritto, come fosse un racconto che si fa tra amici.

«Questo incontro per me – dice Salvatore Fiore – vuole essere una testimonianza per incoraggiare gli altri imprenditori ad alzare la testa, a denunciare. Se tutti denunciamo, se uniamo le nostre forze, possiamo mettere in minoranza questi criminali. E’ importante rendercene conto, ed è importante dire che a Catania possiamo contare su un Antiracket che funziona benissimo e di cui possiamo fidarci senza riserve. Dal momento in cui sono entrato alla Questura di Catania per denunciare i miei usurai, gli agenti sono diventati i miei amici ed angeli custodi, mi hanno sostenuto in un percorso che diversamente sarebbe stato difficile da portare avanti. A loro va tutto il mio ringraziamento e a loro è dedicato il libro che ho voluto scrivere con Anna Milazzo».

IMG_1329

Toccante il passaggio che spiega com’è nato il titolo del libro, raccontato proprio da colui che quasi quotidianamente telefonava a Salvatore Fiore o ai suoi parenti per sincerarsi delle loro condizioni, Alessandro Drago che in maniera toccante ha reso partecipe di queste telefonate il pubblico.

Questo è naturalmente un percorso andato a buon fine e denunciare è sicuramente un obbligo per uscire dal male che è il racket e la criminalità insita in esso, ma non tutti coloro che denunciano riescono ad avere una risalita come il buon Salvatore Fiore e tante denunce rimangono per troppo tempo nei tavoli pubblici a prendere polvere.

Davide Di Bernardo

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi