di Elisa Guccione

CATANIA – Fioretta Mari è quella che si definisce un’attrice a tutto tondo. Il palcoscenico è il suo luogo ideale, i giovani sono la sua fonte di energia e la Sicilia è il suo posto del cuore. La incontriamo poco prima dell’ evento mediatico culturale “Arts Village”, organizzato dall’associazione Artime e da Blue Note, nel quale  insegnerà, spiegherà ai tanti ragazzi che si presenteranno ai casting il complicato ed affascinante lavoro dell’attore. FIORETTA-MARI-1-433x400

–         L’estate 2014 potremmo definirla senza troppi indugi un’estate targata made in Sicily. 

«È una grande gioia, perché ho un legame particolare con la Sicilia. È la mia terra d’amore. Il sette e l’otto luglio sarò a Pergusa in occasione dell’ Arts Village ed incontrerò tanti ragazzi che hanno voglia, volontà ed energia d’imparare e conoscere il mestiere dell’attore. Il diciassette luglio al Teatro greco di Taormina riceverò il premio “Sicularum”, dato ai siciliani che tengono alto il nome della Sicilia nel mondo. A Palermo girerò con Lina Sastri un film di elevato contenuto morale per la regia di Egidio Terme. A Siracusa sarò la voce recitante dei Carmina Burana. A settembre presenzierò ad “Una Ragazza per il Cinema” ed immancabilmente sarò in prima fila per la rassegna  dedicata a Turi Ferro dove alcuni giovani talentuosi riceveranno un premio in denaro ridando così qualche speranza per il futuro. Ad ottobre reciterò nella splendida piazza della Signoria a Firenze il V canto della Divina Commedia. Un periodo felicemente movimentato».

–         In questo momento è anche impegnata per le riprese di una nuova fiction “Un goal per la salvezza” che vedremo nel prossimo inverno. Possiamo avere qualche anticipazione?

«Sarò l’unica donna tra tanti uomini. Una donna manager che si dovrà confrontare con i personaggi di oggi. Ci sono molti attori importanti nel cast, difficile nominarli tutti non vorrei tralasciare nessuno. La regia è affidata ad Anthony Peth. È un ruolo che mi piace molto».

–         Recentemente ha fatto conoscere la nostra Sicilia ad Anna Strasberg. Ci racconta qualche aneddoto?

«È stata mia ospite a Taormina. Si è innamorata della Sicilia. Su consiglio di Al Pacino ha voluto visitare il luoghi del Padrino ed è rimasta incantata. Si è divertita molto anche sull’Etna ed ha esclamato: “La Sicilia è un terra di sogno mi avete entusiasmata”».timthumb

–         Ben 800 allievi in Italia, 1500 a New York e 1300 ad Hollywood. È amata dai giovani di tutto il mondo. Come riesce a capire subito le esigenze dei tanti ragazzi che partecipano sempre più numerosi alle sue lezioni?

«Mi baso su chi ho davanti. Riesco a sentirli tutti anche quando pronunciano solo il loro nome. È un dono, un segreto indecifrabile (ride)  che non svelerò mai e si tramanda da bene dodici generazioni. Tutto dipende e nasce dalla sensibilità. Mi auguro che mia figlia Ida Elena, nata a Catania per amore, perché sono innamorata della città dell’elefante, impari a conoscere questa dote di famiglia. Agisco sempre in buona fede e i ragazzi mi hanno compresa subito seguendomi con stima e affetto».

–         La sua carriera inizia molto presto, è stata anche una bambina prodigio, ha lavorato con grandi artisti come Turi Ferro, Vittorio Gassman, Oreste ed Alberto Lionello. È doveroso chiederle un ricordo di quegli anni.

«Ho recitato con i più grandi dello spettacolo ed ho fatto lavori veramente importanti. Sono stata, ad esempio, l’ultima prima donna a lavorare al Teatro Sistina con Nino Manfredi. Ho dato vita ad una “Frosina”, ogni volta diversa, ne “l’Avaro” di Moliere, con Turi Ferro, Mario Scaccia e Ugo Tognazzi ed ho sempre rispettato con estremo amore il teatro e il palcoscenico».

–         Cosa ricorda di Turi Ferro …

«Tanto. Potrei parlare per giorni. Non potrò mai dimenticare, ad esempio, durante la scena finale del Berretto a Sonagli un signore che appoggiando le mani nel proscenio disse: “Commendatore Ferro invece di raccontare di tutte ‘ste corna parliamo di cose serie. Il Catania ce la farà domenica con la Sampdoria …” . Turi rispose: “Tranquillo ce la fa”».mari

–         Dal 2009 insegna allo Strasberg Institute di New York dove ha portato il metodo dell’insegnamento della Commedia dell’Arte facendo innamorare allievi ed insegnanti.

«Gli americani davanti alle semplici regole della Commedia dell’Arte impazziscono. Sono convinta che nella vita non si debba mai essere una via di mezzo. Si deve studiare e faticare tanto per diventare bravi in questo mestiere. È una professione da fondisti e chi mi segue lo sa».

–         Si parla tanto di Talent. Lei è stata il simbolo per molti anni della trasmissione “Amici” di Maria De Filippi. Cosa ne pensa in realtà dei tanti talent show che imperversano in tv. Sono solo chimere o servono veramente a qualcosa?

«Da due anni non faccio più parte del corpo docenti di “Amici”, perché non si fa più recitazione. Si studiava e si studia molto. I miei ragazzi, quelli che ho visto crescere, oggi, sono protagonisti in grandi spettacoli internazionali. La strada è difficile, ma dico sempre di non demordere. Solo i grandi, quelli che studiano, riescono ad andare avanti. Non è un mestiere che s’inventa. “Amici” è cambiato completamente rispetto a prima. Ci sono dei balletti fantastici. Si punta molto sul canto e sul ballo  e meno sulla recitazione. Sono entusiasta dei grandi talent, ma se non si è dei numeri uno si resta nella massa».fioretta-amri-620x350

–         Un consiglio a chi vuole intraprendere la strada dello spettacolo …

«Questo è il mestiere dei sogni, perché ogni giorno è diverso dall’altro e può accadere qualcosa. Si deve essere illuminati d’immenso e capire il proprio valore. Bisogna credere in se stessi ma è necessario capire la propria personalità e andare avanti contro le negatività. Non si deve mai demordere».

Elisa Guccione

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