PALERMO – “Gli home restaurant sono tutti fuorilegge”. È quanto confermato dal Ministero dello Sviluppo Economico con la risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015, che ha esplicitamente definito tali attività come attività economiche in senso proprio, e ha anche affermato che la disciplina commerciale applicabile agli Home Restaurant è quelle relativa alle attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico – artt. 64 e 71 D.Lgs. 59/2010 – sia per quanto riguarda il possesso dei requisiti necessari (morali e professionali) sia per l’obbligo di presentazione di una SCIA per l’inizio dell’attività o eventualmente della richiesta di autorizzazione, ove trattasi di attività svolte in zone tutelate.
“Dunque questo tipo di attività deve rispettare i parametri del Dlgs n. 59/2010 che a sua volta accoglie la Direttiva Europea Bolkestein, la quale impone specifici requisiti professionali oltre che quelli riguardanti le norme edilizie ed urbanistiche che quelle in materia di sicurezza”. È quanto affermato dal Presidente della FIPE Sicilia Confcommercio Imprese per l’Italia, Dario Pistorio, che ha sottolineato, inoltre, come il fenomeno che degli “home restaurant” sia soggetto all’accertamento del requisito della sorvegliabilità che, per i locali ubicati sopra il piano terra, è di competenza dell’autorità di pubblica sicurezza, ovvero del Questore.
“Non si può che esprimere apprezzamento per tale risoluzione che da tempo la FIPE Sicilia chiedeva a gran voce -. Ha sottolineato il Presidente Pistorio – Queste attività stanno creando un’ulteriore forma di mercato parallelo e di concorrenza sleale nei confronti dei pubblici esercizi. Adesso, invitiamo tutti a non rendere vana la risoluzione del Ministero attraverso un esposto/denuncia alle autorità competenti, tale esposto può essere compilato presso le nostre Associazioni territoriali e presso le Confcommercio Provinciali”.

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