La parola chiave è sinergia tra istituzioni, università, enti di ricerca. L’obiettivo è quello, ambizioso, di offrire ricadute concrete al territorio e all’ambiente siciliano, a partire dalla tutela dell’ambiente e della fauna marina nel Mediterraneo e, in particolare, dello Ionio sud occidentale.

Sono queste le premesse che stanno alla base dell’accordo di collaborazione finalizzato allo svolgimento di attività interdisciplinari di interesse comune nel campo della ricerca e del monitoraggio, del controllo e della tutela dell’ecosistema marino-costiero siciliano che è stato firmato questa mattina dal rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, dal comandante della Direzione marittima di Catania, Ammiraglio Ispettore (CP) Domenico De Michele e dal direttore dei Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Giacomo Cuttone. Presenti alla cerimonia della firma anche l’onorevole Giuseppe Berretta e il commissario dell’Autorità portuale di Catania Cosimo Indaco.

La prima occasione di mettere a frutto questa collaborazione sarà offerta da un progetto che prevede l’adozione di azioni per la conservazione di Capodoglio e Balenottera in Sicilia, due specie di grossi cetacei dichiarate in pericolo, a cui stanno lavorando – tra gli altri – i docenti Giorgio Bellia e Bianca Maria Lombardo, e l’individuazione di aree di particolare rilevanza biologica per le specie e altre misure per la riduzione degli impatti nocivi e della mortalità derivanti dalle attività umane. In tal senso, costituiscono un preziosissimo serbatoio di informazioni sia le risultanze degli osservatori sottomarini dell’Infn collocati al porto di Catania e al largo di Portopalo di Capo Passero, quanto i dati sul monitoraggio del traffico mercantile in possesso delle Capitanerie di porto che fanno riferimento alla Direzione Marittima di Catania, che potranno essere così condivisi e utilizzati, nell’ambito delle rispettive competenze e attribuzioni istituzionali, a favore dell’intero sistema della ricerca e di altri settori di interesse pubblico quali il monitoraggio dell’ambiente e della fauna marina, finalizzati anche alla prevenzione e repressione di fenomeni di inquinamento.

“L’accordo che abbiamo firmato oggi – ha sottolineato il rettore Pignataro – rafforza ulteriormente una già sperimentata collaborazione tra le istituzioni, esaltando l’importanza di quella ricerca scientifica che riesce a produrre vantaggi per il territorio e la società, esaminando fenomeni reali e fornendo risposte a problemi reali. Questa volontà di operare in modo sinergico, da parte di enti che riconoscono una interdipendenza degli interessi, costituisce un vero e proprio patrimonio immateriale della nostra comunità, che va potenziata e valorizzata”.

“L’iniziativa gode del supporto di due grandi infrastrutture di ricerca europee, EMSO (European Multidisciplinary Seafloor) e KM3NeT (Cubic Kilometre Neutrino Telescope) – spiega il dott. Giacomo Cuttone – che forniscono l’uso delle strutture hardware e software degli osservatori abissali installati presso le infrastrutture sottomarine cablate al largo di Catania e di Portopalo di Capo Passero” In particolare, è il dott. Giorgio Riccobene, ricercatore dei Lns, ricorda che “la prima stazione acustica sottomarina denominata OnDE (Ocean Noise Detection Experiment) è stata realizzata nel 2005 nel sito test a 25 km a largo del porto di Catania, in collaborazione con i ricercatori dell’INGV, dell’Università di Pavia, e dell’Università “La Sapienza” di Roma. Proseguita con l’esperimento SMO (Submarine Multidisciplinary Observatory) attraverso l’installazione di un’antenna acustica installata a 3500 m di profondità a largo di Capo Passero (Sicilia Sud Orientale), ha già dato riscontri scientifici molto significativi pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature”.

“Come avviene in altri paesi europei – ha insistito l’ammiraglio De Michele – la stretta collaborazione tra il mondo scientifico e accademico e il settore delle attività produttive, può avere dei risvolti importantissimi per garantire reale crescita e sviluppo di queste ultime. Inoltre ci attendiamo indiscussi benefici per ciò che concerne tutti gli aspetti legati, ad esempio, alla sicurezza della navigazione, alle attività mercantili, alla pesca e all’ambiente”.

“Le attività di ricerca multidisciplinari avviate con la realizzazione delle due strutture dei INFN-LNS situate a Catania e a Portopalo di Capopassero (SR) hanno dato l’inizio anche ad una stretta attività di collaborazione con le autorità della Capitaneria di Porto competenti – ha aggiunto infine il dott. Alberto Rovelli, responsabile delle due strutture dei INFN-LNS -; tale attività si è via via estesa fino a trasformarsi, con la stipula della convenzione quadro con Università e Direzione Marittima di Catania, in una vera e propria collaborazione di ricerca su tematiche ambientali, con notevoli implicazioni sullo sviluppo sociale ed economico del territorio”.

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