FIUMEFREDDO – Si torna a parlare dell’area ex Siace, immensa struttura disastrata, abbandonata e nociva di Fiumefreddo di Sicilia, che da anni si trova al centro di numerose discussioni politiche e progetti mai realizzati. E’ stato emesso, infatti, un bando di gara relativo alla cessione dell’intera partecipazione azionaria di proprietà della Provincia regionale di Catania nella società Sicilyland Spa, dichiarata da dismettere, con un prezzo a base d’asta di 156 mila euro. Una prima gara era già stata effettuata diversi mesi fa, ma è andata deserta e adesso si sta tentando una seconda chance per velocizzare l’iter delle procedure per la cessazione della partecipazione della Provincia alla suddetta società, ma la questione rimane complessa. La Provincia di Catania detiene quel terreno, collocato nei pressi del litorale di Marina di Cottone ed al centro qualche anno fa dello scandalo amianto, dal 1999 anno in cui venne acquistato dall’allora presidente della Provincia Nello Musumeci per 17 miliardi delle vecchie lire con l’intento di realizzare un parco tematico. Fu incaricata una società specializzata di redigere un progetto di massima dell’intervento, successivamente inserito nel PRUSST Valdemone. Parallelamente la Russottfinance, società dell’imprenditore messinese Russotti, presenta al PRUSST una progettazione finalizzata a realizzare anch’essa un parco tematico ma anche un polo turistico alberghiero su un’area di circa 120 ettari. Successivamente, per incorporare i due progetti veniva costituita una società denominata Sicilyland Spa, partecipata per il 60% da Russottfinance, per il 10% dal Comune di Fiumefreddo di Sicilia e per il 30% dalla Provincia regionale di Catania per una capitalizzazione di 520.000,00 euro, di cui è stato versato soltanto il 25%. Il progetto preliminare del parco tematico venne sottoposto alla conferenza dei servizi svoltasi presso il PRUSST nel 2008. La conferenza richiedeva alla società di produrre integrazioni che non vennero mai presentate e tra il 2008 ed il 2009 ecco l’intoppo. Il socio privato della società Sicilyland avvia la progettazione di un intervento diverso da quello per il quale la società era stata costituita ed esattamente un porto-canale con annesso centro velico. Tale circostanza, una volta scaduta l’efficacia del patto parasociale capestro, è stata ampiamente rappresentata dalla Provincia in seno all’assemblea della Sicilyland per deliberare lo scioglimento della società stessa. In realtà la Provincia avrebbe dovuto dare preferenza agli altri soci prima di emettere il bando di gara e inoltre la società in questione risulta inattiva perchè non ha mai presentato alcun progetto concreto come dimostrato nella recente proroga del Prusst Valdemone dove il progetto Sicilyland è stato escluso. Si attendiamo ulteriori evoluzioni per questa annosa vicenda.

 

Alessandro Famà

 

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