MESSINA – Ucciso per un parcheggio: e se questa è una colpa, allora siamo alla frutta. Già, perché al di là dell’aspetto paradossale della vicenda, sorge un’ulteriore questione: l’assenza tragica di qualsiasi forma di sicurezza, in un mondo “folle” che non lascia spazio alla speranza di cambiamento.

L’episodio lascia a bocca aperta: nel pomeriggio di ieri, nel quartiere Provinciale, zona sud della città di Messina, Salvatore La Fauci, 55 anni, “colpevole” di aver rubato il parcheggio ad un altro uomo, è stata colpito da una coltellata alla pancia che non gli ha lasciato scampo. Inutili, infatti, i tentativi di salvargli la vita dopo essere stato soccorso e trasportato al Policlinico Universitario. L’aggressore, fuggito poco dopo, è stato arrestato nelle scorse ore dalla Squadra Mobile, ma la domanda sorge spontanea: siamo al sicuro?

Nessun allarmismo, per carità: non c’è bisogno di far terrorismo. I dati, però, “parlano chiaro”. Secondo l’Osservatorio il Centauro Asaps (associazione amici della Polizia stradale) questa è la decima aggressione in Sicilia nella prima parte dell’anno per motivi legati a liti fra automobilisti. La Sicilia è al nono posto fra le regioni italiane. In tutto il Paese nei primi sei mesi si sono registrati 87 episodi di aggressioni fra automobilisti per motivi di viabilità, 10 di notte e 77 di giorno, con tre morti e 111 feriti, di cui 18 molto gravi. In 18 episodi sono state utilizzate armi proprie, in 13 armi improprie. In 9 casi l’aggressore era straniero, in 5 uno degli aggressori era ubriaco. In tutto il 2014 le aggressioni erano state 174: 23 di notte e 151 di giorno, con sei morti e 208 feriti, di cui 53 molto gravi. Fra le regioni, prime Lombardia e Lazio con 23 aggressioni, poi Campania (19), Emilia-Romagna (17), Veneto (13), Puglia e Toscana (11), Liguria (10), Sicilia (9).

E no, non siamo maggiormente tranquilli notando che prima di noi ci sono regioni che da sempre si definiscono “civili”: qui non c’è distinzione. La civiltà di una società non si misura: si è civili, o non lo si è. E in una terra nella quale non si può uscire in strada per paura di essere minacciati per la borsa o il cellulare di ultima generazione, o addirittura di essere pugnalati per un parcheggio “rubato”, non si è civili. Senza giri di parole.

 

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