CATANIA – Hanno ormai assunto una cadenza periodica gli annunci riguardanti lo stanziamento per il Sud, ed in particolare per la Sicilia, dei fondi europei. Un costante reiterarsi di notizie all’apparenza diverse nel titolo, ma identiche nel contenuto, senza che in effetti venga avviato alcun cantiere nonostante i mesi continuino a trascorrere. Ad evidenziare questa grave anomalia è il segretario della Ugl di Catania Giovanni Musumeci, all’indomani della notizia che il Cipe ha assegnato 407 milioni di euro per la Regione Siciliana, che denuncia: “E’ da diverso tempo che assistiamo a roboanti dichiarazioni, sia da parte del governo nazionale che di quello regionale, circa la spesa di ingenti somme nella nostra regione in relazione alla nuova programmazione europea. Somme riservate alle bonifiche e al risanamento ambientale, al dissesto idrogeologico, alle infrastrutture ed all’efficientamento energetico, inserite in una sorta di “lista della spesa” con svariati progetti. Peccato che, ad ogni annuncio, sebbene ai cittadini venga venduto il tutto come una nuova pioggia di milioni pronta a ricoprire l’isola, la linea di finanziamento e l’elenco di progetti siano sempre gli stessi, ovvero la stessa minestra riscaldata. Diciamo basta, dunque, alle stagioni dell’“annuncite” ed alle pompose firme di patti, utili solo a buttare fumo negli occhi dei cittadini che ormai hanno smascherato questo giochetto – aggiunge Musumeci. Oltretutto, in molti casi, in queste lunghe liste ci sono opere il cui iter relativo alla realizzazione è già stato da anni avviato, alcune il cui finanziamento è da tempo accordato, altre il cui avvio dei lavori è promesso da decenni. Vogliamo che su questi fondi Renzi e Crocetta ci dicano la verità. Esistono davvero, oppure da Roma o da Palermo ancora non si ha la capacità di attivare la spesa e, per questo, si prova a prendere tempo con le solite promesse e sempre le stesse dichiarazioni? Abbiamo l’ultima possibilità di investire seriamente le ingenti cifre che a quanto pare Bruxelles ci accorda fino al 2020, di conseguenza riteniamo urgente sbloccare non a parole, ma con i fatti, le linee di intervento e le opere previste. Lo chiede a gran voce il mondo del lavoro – conclude il segretario Ugl – e lo implorano le imprese del settore perché basterebbe l’avvio di almeno il 20% di questi interventi per dare ossigeno all’economia isolana, salvando il livello occupazionale attuale e per creare nuove occasioni per i lavoratori. Lo chiedono, infine, anche i comuni che, in tempi di vacche magre, vedono come una vera e propria manna dal cielo questi soldi per la soluzione di atavici problemi strutturali o per la costruzione di opere pubbliche strategiche e funzionali. Auspichiamo, infine, la creazione di una cabina di regia per l’avviamento ed il monitoraggio di tutti i piani previsti per l’intero meridione d’Italia, perché si possa creare un coordinamento tra le regioni finalizzato all’accelerazione della spesa soprattutto alle opere prioritarie.”

 

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