CATANIA – Ci sono circa 27 milioni di euro per l’assistenza agli anziani ultra65enni e all’infanzia: sono i fondi del secondo riparto dei Pac-Servizi di cura. Risorse che si possono ottenere se i nove distretti sociosanitari catanesi presenteranno i progetti mirati al ministero dell’Interno entro il 26 aprile.

 

Ma ciò non basta: se l’Azienda sanitaria provinciale non mette in rete con i distretti il Punto unico di accesso ai servizi sociosanitari domiciliari, la metà dei fondi rischia di non poter essere nemmeno attribuita.

 

Per questo, oggi, Cgil, Cisl, Uil di Catania e le categorie dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilpensionati Uil e della Funzione pubblica, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, in una conferenza stampa hanno sollecitato i comuni capofila dei nove distretti e l’Asp a fare presto. In tutto, tra 1a e 2a tranche, sono ben 45 milioni di euro disponibili per dare servizi sociosanitari aggiuntivi.

 

Con i segretari generali provinciali Giacomo Rota (Cgil), Rosaria Rotolo (Cisl) e Fortunato Parisi (Uil), c’erano i segretari territoriali Maurizio Attanasio (Cisl) e Franco Prezzavento (Uil); per i pensionati catanesi, i segretari generali Nicoletta Gatto (Spi Cgil) e Marco Lombardo (Fnp Cisl) e il territoriale Franco Marletta (Uilp); le segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

 

Le principali criticità evidenziate dai sindacati riguardano le scadenze, il Pua, gli asili nido, i voucher, le qualifiche del personale, la Carta dei servizi.

 

Scadenze. Non ha ancora nemmeno convocato le parti sociali il distretto di Paternò per il quale Cgil, Cisl e Uil avevano evidenziato molte criticità già con la prima programmazione. Il timore è che il mancato avvio del confronto possa comportare una perdita dei finanziamenti.

 

PUA (Punto unico di accesso). Per la nuova programmazione del PAC anziani, il ministero richiede che il PUA (Punto unico di accesso), cioè il sistema che usa l’Asp per somministrare servi di assistenza sanitaria domiciliare agli anziani, venga esteso ai Comuni. Cgil, Cisl e Uil sollecitano l’Asp, così, si eviteranno duplicazioni degli interventi e, quindi, della spesa sociale e il miglioramento del servizio reso all’anziano.

 

Asili nido. A Catania città, i fondi Pac mettono a disposizione più di 5 milioni di euro per gli asili nido. La popolazione infantile (o-3 anni) è di circa 12mila bambini. Il servizio attualmente erogato copre 500 soggetti, e, a breve, altri 200. Per Cgil, Cisl e Uil, c’è la possibilità di permettere l’accesso al servizio a tante altre famiglie. Occorre però che il Comune riveda le tariffe di compartecipazione e la dislocazione geografica degli asili. È necessario anche approfittare dell’occasione del Pac per realizzare strutture permanenti a gestione pubblica e dare al servizio continuità nel tempo.

 

Qualifiche del personale impiegato. Per i servizi alla persona, le linee guida del Piano obbligano, oltre ad applicare il contratto collettivo nazionale delle coop, anche a impiegare Oss (operatori socio sanitari) e Osa (Operatori socio assistenziali). Le cooperative sociali a cui è affidato il servizio hanno in generale molti Osa e vecchie qualifiche assistenziali e pochi Oss. La necessaria riqualificazione, dunque, avviene spesso a spese del singolo lavoratore che è costretto a pagarla profumatamente di tasca propria, pena il licenziamento. Cgil Cisl e Uil chiedono che Comuni, Distretti, ASP e cooperazione sociale si attivino per riqualificare il personale, anche col supporto degli assessorati regionali alla Formazione e alla Sanità, per scongiurare la perdita dei finanziamenti, il calo dei livelli occupazionali del settore e per offrire un qualificato servizio all’utenza.

 

Buoni di servizio (Voucher). Quasi tutti i distretti hanno utilizzato il sistema dei Voucher per erogare i servizi agli anziani. Questo per evitare le lungaggini delle gare. Solo i distretti di Catania e Adrano hanno invece privilegiato il sistema delle gare che anche Cgil Cisl e Uil ritengono il più affidabile. Infatti l’adozione dei voucher richiederebbe un sistema di accreditamento più consolidato con regole e criteri trasparenti da stabilire attraverso una regolamentazione regionale che però oggi non esiste.

 

Carta dei servizi. Cgil, Cisl e Uil ritengono indispensabile che ogni Distretto si doti della Carta dei servizi al cittadino, in modo da rendere pubblico e trasparente il sistema dei servizi che vengono resi, il modo e il costo della eventuale compartecipazione e i tempi di durata di detti servizi, questione che doveva già essere superata ma che ancora oggi non ha risposte se pur è stata inclusa nella programmazione e approvata dal Ministero.

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