“E’ una battaglia sul prezzo del latte sostenuta dai nostri allevatori”. Con queste parole la Coldiretti spiega il significato della maximungitura organizzata nelle maggiori piazze italiane con l’obietivo di difendere i redditi degli allevatori che lamentano di essere sottopagati dall’industria.
“Il prezzo del latte fresco – denuncia la Coldiretti – moltiplica piu’ di quattro volte dalla stalla allo scaffale, con un ricarico del 328 per cento esploso nell’ultimo anno e tutto questo mentre gli allevatori ci rimettono con un taglio del 20% nel compenso riconosciuto”. “Dall’inizio della crisi – afferma la Coldiretti è stata chiusa una stalla italiana su cinque, con la perdita di 32mila posti di lavoro e c’è il rischio concreto della scomparsa del latte italiano e dei prestigiosi formaggi made in Italy, con effetti drammatici anche sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale”.
Tutti d’accordo? Per niente. Ad accendere la miccia della polemica il movimento dei Forconi che spiega:”Siamo alle solite, la Coldiretti ancora una volta mette in scena una farsa degna dei teatri di avanspettacolo, con attori protagonisti i politici nazionali e regionali”.
E senza peli sulla lingua rincara la dose: “Che gli servisse la scena per dare parvenza di rappresentanza di una categoria era scontato, ma il modo e i tempi sono decisamente da condannare. Saranno ancora una volta i notai delle decisioni della GDO (Grande distribuzione organizzata) a sancire la diminuizione del prezzo del latte prossimo venturo”.
“Con una tecnica consolidata – affermano i Forconi – mettono in giro voci di un ulteriore abbassamento del prezzo del latte di tre centesimi, e d’accordo con Lactalis, che gli concede la scena, si presentano come salvatori della patria contenendo questo a uno”.
“Come definirli se non carnefici -concludono – carnefici che  hanno smarrito il proprio ruolo. A questo punto chiediamo di sapere quali siano gli stipendi dei vertici di Coldiretti. Ovviamente non si potevano fare mancare questa occasione gli onorevoli Di Pasquale e Ragusa, il primo mesi fa diceva che sul prezzo del latte vi era poco da fare e oggi si prende la scena, il secondo non è mai pervenuto. Vedrete quale sarà l’epilogo: tutto a danno dei produttori!”.

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