PALERMO – “Uscire dalla logica dell’emergenza e della straordinarietà nel reperimento e nell’assegnazione delle risorse e tracciare un percorso chiaro per la stabilizzazione dei lavoratori forestali, così come quelli impegnati da anni come precari negli enti locali e nei cantieri di servizio, è anche questa una delle questioni centrali in Sicilia sul fronte dell’occupazione”. Lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino.

“A proposito dei forestali bisogna percorrere nuove strade per rendere questi lavoratori ancora più produttivi facendoli diventare una risorsa e non un problema – prosegue Venturino -. Bisogna agire con una seria riforma superando le criticità, attraverso una legge organica che regoli una volta per tutte il comparto nel rispetto della valorizzazione delle risorse che non possono essere sempre utilizzate nella forma dell’assistenzialismo. Non è possibile pensare, inoltre, che ci siano ancora operatori che fanno 151 giorni, 101 giorni e altri 78. Non è pensabile che si possano avere lavoratori di serie A e altri di serie B”.

“I fatti dimostrano che con le proteste, i blocchi e le manifestazioni la politica trova sempre una soluzione e i fondi necessari – aggiunge Ventuirno – ma ritengo che sia giunto il tempo di uscire fuori dalle logiche della vecchia politica, che ha ritenuto di usare queste persone come massa di manovra a scopo elettorale. Si può regolare il settore senza ulteriori spese”.

In commissione Lavoro all’Ars dal 18 aprile 2014, inoltre, sono fermi due disegni di legge, a firma del vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino che puntano alla definitiva stabilizzazione del personale precario degli enti locali nella Regione. “Le mie proposte di legge – conclude Venturino – rimangono inascoltate da oltre un anno e mezzo, credo si debba il tempo di fare un passo avanti, quello definitivo, per offrire un futuro sereno a tutti i precari siciliani, pertanto confido nel nuovo assetto del Governo Crocetta”.

Ieri sera finalmente una buona notizia dall’Ars: l’approvazione di un emendamento che rende immediatamente spendibili 7 dei 16 milioni che l’assemblea si appresta a ratificare per il finanziamento dei lavori forestali in Sicilia.

E proprio alle 19,30 i rappresentanti sindacali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno sciolto le catene con le quali si erano volontariamente legati da quattro ore, per protesta, di fronte la Prefettura di Catania. Seduti per terra, accanto alle transenne.
Questa  mattina a Catania si terrà un confronto tecnico sia all’Ispettorato Foreste che in Azienda forestale, per comprendere quale sarà esattamente il percorso da seguire per riavviare al lavoro i 3800 operai catanesi.
Fin qui l’esito ufficiale della giornata di ieri, che però si é rivelata tesa e convulsa al pari dei giorni passati; in mattinata lavoratori e sindacati (presenti, oltre ai rappresentanti delle categorie, anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, a dimostrazione dell’importanza di una vertenza che ha mantenuto i sindacati fortemente uniti) hanno presidiato il Palazzo dell’Esa sin dalle 9,30, per poi improvvisare un corteo in via Etnea, con tanto di slogan e striscioni. Poi l’amara consapevolezza che la risposta dall’Ars non arrivava nei tempi previsti, i commenti smarriti e alcuni molto arrabbiati dei lavoratori, la decisione di incatenarsi per protesta, che è stata mantenuta anche quando, nel tardo pomeriggio, si è aperto il primo spiraglio: la commissione Bilancio ha infatti approvato 16 milioni di intervento. Un passaggio necessario e forse lo scoglio più grande, visto che la difficoltà per la Regione sembra sia stata soprattutto di carattere tecnico. La metà dei soldi che avrebbero coperto il fabbisogno. Ma resta sempre la seduta di giorno 9 novembre del CIPE , che finalmente sbloccherà le somme milionarie per coprire  interamente il servizio.
Una corsa ad ostacoli che forse è in dirittura di arrivo. Domani l’Ars dovrebbe approvare i rimanenti 9 milioni di euro disponibili. Serviranno complessivamente ad assicurare interventi ancora per qualche settimana, per poi riagganciarsi, appunto, alle somme Cipe.
“Non abbiamo mai lasciato soli i lavoratori, non abbiamo mai mollato la presa e non lo faremo sino alla fine”, commentano Cgil CISL, Uil. Il livello di vigilanza è molto alto. In gioco ci sono migliaia di posti di lavoro, e la sopravvivenza di altrettante famiglie in tutta la Sicilia.

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