Il miglioramento continuo della qualità della didattica per competere nella società del prossimo decennio

CATANIA – Come rispondere alla domanda di una formazione efficace? Come essere in grado di valutare se la formazione universitaria attrezza gli studenti delle giuste competenze e attitudini per competere nella società del prossimo decennio? Come aiutare il docente a rispondere a queste sfide facendolo sentire sostenuto in questo sforzo dall’intera istituzione?
L’Università di Catania intende esplorare in maniera collaborativa questi problemi, coinvolgendo i docenti, i dipartimenti, i coordinatori dei corsi di studio e i responsabili della qualità. Questo l’obiettivo con cui nasce il secondo workshop sulle strategie di Ateneo per il miglioramento continuo della qualità della didattica, organizzato dal Presidio della Qualità, e incentrato su “Metodologie didattiche e qualità dei processi formativi”. L’evento si terrà domani, martedì 7 ottobre alle ore 15,00 nell’aula magna della Scuola Superiore di Catania (Villa San Saverio, via Valdisavoia 9).
L’incontro si aprirà con l’intervento del rettore Giacomo Pignataro. Seguiranno gli interventi  del coordinatore del Presidio della Qualità di Ateneo Giuseppe Ronsisvalle, della delegata del rettore alla Didattica Bianca Maria Lombardo, e dei docenti del dipartimento di Scienze della Formazione Francesco Coniglione (Storia della Filosofia) e Cristiano Corsini (Pedagogia sperimentale) finalizzati ad una corretta definizione dei “prodotti dell’apprendimento”, e ad un confronto sulle politiche di valutazione degli apprendimenti.
Nell’ultimo decennio le istituzioni universitarie dei Paesi più avanzati – anche su impulso dell’Unione europea – hanno infatti prestato crescente attenzione alla qualità dell’insegnamento, sia dal punto di vista metodologico sia da quello dei contenuti. Le ragioni di questo processo derivano dalla considerazione che, in primo luogo le conoscenze che lo studente acquisisce nel corso degli studi non sono più sufficienti per l’intera durata della vita professionale e, in secondo luogo, che un rapido inserimento nel mondo del lavoro può avvenire solamente se l’apprendimento universitario è formulato simulando situazioni che riproducono, per quanto possibile, casi legati alla pratica professionale. In altre parole: alle università è richiesto di fornire un insegnamento di qualità basato su chiari prodotti dell’apprendimento, come valore aggiunto alla formazione tradizionale.
Aumentare in tutti la consapevolezza che la “qualità della didattica” è divenuto un imperativo categorico, risulta pertanto un passaggio a cui non ci si può sottrarre. Al contempo, la comunità accademica deve iniziare a confrontarsi sui nuovi strumenti per un continuo monitoraggio dell’efficacia dell’offerta formativa, utili a sviluppare un apprendimento attivo da parte degli studenti, un insegnamento centrato sulle esigenze degli studenti, la formazione all’auto-apprendimento e all’auto-valutazione.
Spetta infatti anche all’Università offrire dei servizi adeguati, contribuendo alla buona formulazione dei curricula, alla corretta integrazione dei programmi dei singoli insegnamenti, alla chiara formulazione degli obiettivi di apprendimento e alla loro corretta valutazione.

Scrivi