Secondo i primi accertamenti a causare il movimento franoso, verificatosi ieri sulla A18 Messina-Catania, un problema idraulico in un condominio posto a monte.Il Cas aveva denunciato la presenza di case abusive cinque giorni fa, prima della frana. L’assessore Giovanni Pizzo, dopo il vertice in prefettura ha dichiarato: “Le ditte sono già al lavoro per un piano di consolidamento e drenaggio approvato dal genio civile. Sulle strade siciliane sta franando di tutto, non si può lavorare così”.

Il primo scivolamento si era già manifestato lo scorso 2 ottobre dopo le piogge della settimana scorsa e gli uffici tecnici del Cas erano intervenuti per la messa in sicurezza della viabilità e per il contenimento del costone.

Costruttori di Ance Sicilia lanciano l’allarme: “Dopo il crollo del viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania, la frana sull’autostrada Messina-Catania (l’unica che era rimasta percorribile per il traffico commerciale) ha di fatto tagliato la Sicilia in tre parti, con tutti i mezzi pesanti fermi perché lungo la Ss 114, sulla quale viene deviata la circolazione, c’è un angusto sottopasso che rende arduo il transito ai camion. Tutte le derrate alimentari saranno portate al macero e quasi tutte le province dell’Isola soffriranno per la difficoltà di approvvigionamento di merci e generi di prima necessità, di materie prime e semilavorati per l’industria manifatturiera e di materiali per il settore delle costruzioni, a partire da cemento e ferro”.

L’Ance accusa anche i governi nazionale e regionale: “Questo fatto, ancorché prevedibile come dichiarano i tecnici del Consorzio autostrade siciliane, mette a nudo la gravissima responsabilità dei governi centrale e regionale e della deputazione nazionale e dell’Ars, che hanno tutti sottovalutato l’importanza di completare l’anello autostradale siciliano e di investire in maniera efficace sulla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Critici anche i sindaci: “Dopo il crollo del viadotto Himera ora è una frana a mettere in ginocchio la viabilità tra Catania e Messina. La Sicilia si sta sbriciolando e assistiamo a continui attentati alla sicurezza dei siciliani e a continue minacce ad un’economia che, oltre alla crisi, deve fare i conti con queste emergenze che la penalizzano ulteriormente. L’inadeguatezza del sistema viario rappresenta, infatti, un colpo mortale all’economia degli enti locali e una dimostrazione dell’incapacità della Regione di fronteggiare con azioni mirate una situazione insostenibile che va a sovrapporsi ad altri problemi irrisolti”. Lo dicono Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano (Anci Sicilia), a proposito della frana che ha interessato la collina di Letojanni. “I trasporti in Sicilia, concludono, stanno attraversando un periodo nero, prova ne è l’ulteriore sciopero che oggi coinvolgerà i lavoratori impegnati nel trasporto pubblico locale. A loro, che protestano contro l’immobilismo regionale e contro i tagli dei trasferimenti ai comuni e alle aziende, esprimiamo la solidarietà dell’associazione”.

Il sindaco di Catania, “Occorre ripristinare al più presto la circolazione. I sindaci del Distretto della Sicilia del Sud Est devono saper reagire prontamente come dopo l’interruzione della Catania-Palermo. Sanare gli abusi idrogeologici moltiplicatori dei disastri causati dai mutamenti climatici”. Nei giorni scorsi, come presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, aveva chiesto al governo una seduta straordinaria della Conferenza unificata.
“Si tratta di un altro brutto colpo per l’economia e i trasporti di tutta la Sicilia orientale. Occorre prendere immediati per ripristinare al più presto la circolazione sull’autostrada”.
Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco commentando la notizia della frana. La conseguenza è che il traffico, dirottato sulle statali 114 e 185, si è immediatamente congestionato anche per la presenza di grossi camion.
“Inoltre, ha aggiunto Bianco, quanto sta avvenendo in questi giorni in Francia e in Italia dimostra che gli abusi compiuti in decenni nelle città e fuori di esse, devono essere sanati, perché rappresentano il moltiplicatore dei disastri che derivano da mutamenti climatici ormai sotto gli occhi di tutti”.
Proprio su questi temi Bianco, come presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, ha chiesto nei giorni scorsi al governo una seduta straordinaria della Conferenza unificata.

“Non bastava il crollo del viadotto Himera. Ora anche l’autostrada Catania-Messina è compromessa da una frana. Questo perdere pezzi non è una metafora di ciò che sta accadendo alla Sicilia ed ai siciliani. È invece la prova regina che manca un progetto per questa terra”. Lo dichiara il segretario generale della Cgil di Catania, Giacomo Rota, che parla di “una Sicilia ridotta a brandelli, di un diritto alla mobilità e alla sicurezza infrastrutturale semplicemente annullato, così come quello a vivere una vita normale”.

Da anni la Cgil di Catania guarda alle infrastrutture come ad uno dei punti chiave per il rilancio dell’area metropolitana e del suo sviluppo economico concreto. “Siamo di fronte alla totale incuria dei ceti dirigenti, che non sono solo quelli politici, continua Rota. È sin troppo evidente che manca un piano per la Sicilia. Il governo Renzi dovrà immediatamente avviare la messa in sicurezza del dissesto geologico e studiare un progetto coerente di sviluppo; missione che dovrebbe  toccare anche alla Regione Sicilia”.

“Con la frana, l’ennesima, che ha interrotto l’autostrada A18, la Sicilia è adesso divisa in tre parti. Dopo il crollo sulla Catania-Palermo ora è la volta dell’altra autostrada in una regione, un’isola, che non ne ha altre. La Sicilia che si vorrebbe regione vocata al turismo non consente neppure ai suoi abitanti di spostarsi”. Lo afferma Michela Giuffrida, eurodeputato del PD. “E’ urgente un’azione che sto personalmente portando avanti in Parlamento europeo sul gap aggiuntivo che, come regione periferica e insulare, viviamo nel Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia e d’Europa. Ho già chiesto e ottenuto un incontro, annuncia Giuffrida, con il Commissario ai trasporti Violeta Bulc con la quale affrontare le necessità dell’isola e delle sue infrastrutture di collegamento, aeroporto di Catania incluso. Un intervento che si sommi a quelli che il Governo nazionale varerà con il masterplan per il Sud, conclude l’eurodeputato, non è infatti più differibile”.

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