Francesco Foti: “Felice di ritornare a recitare nella mia Catania”

di Elisa Guccione

Foto servizio Vincenzo Musumeci

CATANIA – È tutto pronto per il debutto di giovedì trenta luglio al Castello Ursino, nell’ambito della rassegna “I Art” promossa dal Comune di Catania, per lo spettacolo “La vita  che mi diedi”, diretto da Turi Giordano. Protagonista della pièce Francesco Foti, che insieme ad Emanuela Muni, Davide Sbrogiò, Raffaella Bella ed Eleonora Sicurella, con il sax di Samyr Guarrera e il flauto di Giovanni Valastro, ci dirigerà in un viaggio intenso e particolare tra le pieghe dell’anima di Luigi Pirandello. Poco prima di indossare gli abiti di scena per la prova generale incontriamo l’attore catanese , che ci svela alcuni segreti della messa in scena.

ph Vincenzo Musumeci

ph Vincenzo Musumeci

-Come si è preparato per affrontare questo ruolo?

“Ho studiato tanto. Mi sono documentato il più possibile, anche attraverso i ricordi del nipote, non solo attraverso i libri. È stato un lavoro molto interessante e complicato, perché Pirandello sul palco come nella vita è autore e regista di quello che succede”.

-Si pone l’attenzione alla produzione novellistica e non teatrale …

“Tutto è tratto dalle sue novelle, anche le battute sulla scena fanno parte dei suoi testi. Possiamo definire questo spettacolo come una giornata a casa Pirandello, anche se in realtà è un collage delle sue domeniche in cui il nostro premio Nobel dà udienza ai protagonisti delle sue storie”.

Si approfondirà anche la difficile e tormentata situazione familiare dell’autore come la pazzia della moglie?

“Non si parla espressamente di quest’aspetto, ma in maniera velata e delicata. La scena si svolge alla fine del 1915 prima della partenza del figlio Stefano al fronte”.

ph Vincenzo Musumeci

ph Vincenzo Musumeci

-Cosa significa, dopo anni, recitare nuovamente nella sua Catania?

“L’idea di ritornare nella mia città da protagonista scritturato, e non con un mio spettacolo, mi ha subito rapito. Ho accettato immediatamente, con Turi Giordano ci inseguivamo da un po’ e con Giovanni Anfuso abbiamo lavorato insieme in molti lavori. Sono felice di quest’occasione”.

-Possiamo essere partecipi di qualche curiosità del backstage. È accaduto qualcosa di particolare?

“Abbiamo lavorato molto seriamente e serenamente. Tutto si è svolto con tranquillità e ognuno ha dato il suo contributo con dei suggerimenti e delle innovazioni sui personaggi. Siamo stati fortunati a provare sin da subito su un vero palco e in una sala con il climatizzatore acceso. (ride). Non vedevamo l’ora di entrare per recitare e goderci un po’ di sano freschetto”.

-Recentemente è stato protagonista in tv nella fiction “Una grande Famiglia” nel ruolo dell’apparentemente calmo ma vendicativo dottor Scalese. Quali sono state le reazioni del suo pubblico a tale interpretazione?

(ride)

ph Vincenzo Musumeci

ph Vincenzo Musumeci

“Coltivo e studio il rapporto con la rabbia da tempo. Ha colpito sicuramente la maschera pubblica indossata come corazza, perché in realtà era un fragile. Mi sono divertito ad interpretare questo finto perfettino e so che è piaciuto molto”.

-Presto ci saranno grandi novità importanti per Francesco Foti. Ci anticipa qualcosa?

“È vero, ma non posso dire molto. Sarò presente sia al Cinema che in Tv”.

-Ma so che c’è dell’altro?

ph Vincenzo Musumeci

ph Vincenzo Musumeci

(ride)

“Agosto sarà dedicato alla scrittura. Sto scrivendo un libro dedicato al mio spettacolo “Niuiorc Niuiorc”, perchè alcuni editori hanno mostrato molto interesse a questo mio lavoro e non nego che potrebbe nascere anche un film, ma ancora tutto questo è in embrione”.

Elisa Guccione

Foto Servizio Vincenzo Musumeci

 

Scrivi