Franco D'Amore

Franco D’Amore

Una vita trascorsa ad aiutare il prossimo e chi in questo mondo convive con situazioni complicate: forse è per questo che Franco D’Amore non riesce a chiudere gli occhi sulle tante problematiche che affliggono Catania. Lui, che da tanti anni è presidente di Teton Sioux, un’associazione di volontariato atta a perseguire il bene comune per il prossimo, ha voluto raccontare tramite Sicilia Journal la sua visione della metropoli etnea, offrendo sagge e pragmatiche soluzioni frutto di un’esperienza maturata da una vita.

– La gestione dell’amministrazione catanese nell’ultimo periodo è pesantemente contestata. Un’economia che stenta a decollare, una questione viabilità che rasenta il ridicolo, giovani senza speranza di futuro.

Il problema di fondo è che non c’è amore verso Catania e verso i cittadini da parte di chi amministra. I politici catanesi sono troppo attaccati alle loro poltrone e alla posizione occupata, non percependo davvero i problemi dell città. Sembra quasi che la politica elargisca servizi sotto forma di favori, un paradosso difficile da sconfiggere ma cui mi voglio ribellare a gran voce“.

– La bellezza di Catania è un dato oggettivo. Altrettanto oggettivo è che, purtroppo, tale bellezza venga sfruttate davvero al minimo.

Permettimi il gioco di parole, Catania è una citta bella, ma è bruttissima. E’ bruttissima perchè non viene sfruttata e, anzi, in diverse aree della città è tutto lasciato al degrado e all’incuria. Il mare dovrebbe essere una risorsa, e invece le nostre meravigliose spiagge sono inquinate o servite male, poco sponsorizzate nel settore turismo e con gestioni fallimentari“.

– Negli ultimi tempi la periferia del catanese si sta macchiando di diversi episodi di criminalità.

corso_martiri_liberta_degrado_baracche4_672-458_resizeQuesto è successo perchè il Comune di Catania ha progressivamente abbandonato lo sviluppo delle zone periferiche. E’ necessario provvedere a un progetto di centralità della periferia, altrimenti si contribuirà al fallimento della società. Abbandonare i paesi delle periferie vuol dire lasciar dilagare l’assenza di istruzione e la povertà, che poi in molti casi si traduce in nascita di criminalità. Facciamoci una domanda importante: chi ha provveduto alla mancanza di cultura nei ragazzi delle periferie? Per chi amministra questi problemi evidentemente non ci sono, ma occorre al più presto compattare tutte le aree urbane della città di Catania“.

– Periferia non vuol dire però solo paesi limitrofi, ma anche i territori dell’hinterland catanese, terre dalle ricchissime risorse agricole non sfruttate.

“Certamente. Tantissime aree del catanese sono risorse di altissima qualità da un punto di vista agricolo, e sono decisamente mal sfruttate. L’amministrazione dovrebbe promuovere progetti per la costruzione di veri e propri villaggi ecologi ecocompatibili, dove la gente abbia la possibilità di realizzare delle attività di produzione di alimenti bio, erbe medicinali, prodotti agricoli ed enogastronomici. L’avviamento di queste attività darebbe linfa al turismo, oltre che una spinta alla risoluzione del problema della viabilità. Basta muovere piccoli passi per innescare il meccanismo vincente”.

– Anche il centro storico però non attraversa un momento facile. Tantissime attività commerciali chiudono per assenza di introiti.

Innanzitutto una soluzione pragmatica ma efficace potrebbe essere quella di creare una sinergia tra i negozianti del centro di Catania. Realizzare un consorzio delle varie tipologie di negozi permetterebbe di acquistare in grandissime quantità la merce, e conseguenza sarebbe il poter offrire prezzi altamente concorrenziali rispetto a quelli dei grandi centri commerciali. Tutto ciò ovviamente andrebbe unito a un progetto di rinascita del centro, con attività di forte interesse turistico. Ad esempio, potrebbero essere realizzati dei falsi d’autore, delle ricostruzioni della Catania antica di grande impatto sull’interesse dei turisti“.

– Parlando di risorse. Lei è spesso a contatto con i giovani, essendo vice presidente della squadra di rugby Amatori Catania. Una delle più importanti risorse della nostra terra sono i giovani siciliani. Vogliosi di spaccare il mondo, ma con pochissime possibilità di emergere.

E’ necessario permettere a questi ragazzi emergenti di poter mostrare le proprie abilità. Abbiamo tolto ai nostri giovani la possibilità di sognare. Investiamo sui talenti emergenti, apriamo le porte della zona industriale alle menti brillanti dei nostri giovani. Dobbiamo alzare la voce per assicurare un futuro ai nostri figli“.

– Ci ha elencato tante idee semplici e tuttavia estremamente pragmatiche. Sicuro di non volere entrare in politica?

Molti me lo chiedono (ride, ndr). Se fosse possibile contribuire con progetti veri e onesti, andrei con piacere. In generale è tempo che la politica smetta di pensare a intascare soldi, pensando seriamente e soltanto a risollevare le sorti della nostra città“.

Salutiamo Franco D’Amore, e vi diamo appuntamento alla prossima settimana per ascoltare altre voci e opinioni sulle possibili soluzioni di rinascita della città di Catania.

di Emanuele Strano

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