di Elisa Guccione

CATANIA –“Mi dichiaro un nordico pentito”. Così Franco Oppini, nel backstage di “Balconi in cornice”, poco prima del debutto catanese della pièce multidisciplinare che conclude il calendario del Festivale I Art diretto da Giovanni Anfuso, parla del suo rapporto con la nostra terra a cui è legato per motivi di cuore. Tra una battuta e un sorriso approfondiamo alcuni aspetti della sua carriera, riuscendo a carpire  importanti novità anche sullo storico gruppo de “I Gatti di Vicolo Miracoli”.851

-“Balconi in cornice” parla del sud e del futuro della Sicilia e del meridione in maniera diretta e cruda. Cosa si prova ad affrontare un ruolo di denuncia come questo?

“L’intera messa in scena è molto particolare, incarna il sogno del teatro. Il mio monologo descrive l’impossibilità di educare i figli in una società difficile e complicata come la nostra. Interpreto delle parole dure che fanno riflettere. In questi giorni di repliche in giro per la Sicilia mi sono accorto che la gente si emoziona e ne rimane, nonostante il forte impatto psicologico, piacevolmente colpita. È un lavoro catartico, che aiuta a comprendere un po’ meglio le debolezze del nostro quotidiano”.

-Riesce a spaziare con facilità dal comico al brillante fino al teatro impegnato. Qual è il suo ambiente ideale?

“Ho fatto di tutto, ad esempio, mi sono cimentato per due anni anche nell’Operetta. (ride) È stata una bella esperienza. Oggi la mia attività converge sempre di più sul teatro e sono felice di poter dare vita ai personaggi di Shakespeare o Goldoni. La magia dei grandi autori mi affascina. Non disdegno, ovviamente, di recitare nelle fiction o esporre il mio pensiero come opinionista in qualche trasmissione televisiva, cerco però se possibile di evitare il cinepanettone”.Franco_Oppini1

-Il suo nome è subito associato a “I Gatti di Vicolo Miracoli”. Ci  racconta qualcosa, magari degli inizi, di quegli anni ruggenti?

“Eravamo tra i cabarettisti più giovani assunti dal Derby di Milano dove già si esibivano, tra gli altri, Cochi e Renato ed Enzo  Jannacci. Ho lavorato accanto a questi mostri sacri e non ero ancora neanche maggiorenne. Non è facile che quattro compagni di liceo, il mio compagno di banco era Umberto Smaila, continuino nella vita un rapporto d’amicizia diventato anche un lavoro. È stato un periodo di grande divertimento e fatica, perché si viaggiava senza sosta e non ci si fermava mai. All’inizio ci seguiva Diego Abatantuono, che era il nostro tecnico delle luci, considerato da sempre il quinto dei Gatti”.

-So che presto Umberto Smaila, Jerry Calà, Nini Salerno e lei ridarete vita al gruppo. È vero?hqdefault

(ride)

“Da un mese a questa parte abbiamo pensato che sia arrivato il momento di fare un film su I Gatti di Vicolo Miracoli. A Verona il 14 e 15 settembre durante il Premio “Giulietta e Romeo”, dove siamo stati premiati come rappresentanti dell’arte veronese, dopo aver chiesto pubblicamente anche il sostegno al sindaco, in quanto sarà un film autoprodotto, abbiamo annunciato la notizia. In primavera inizieranno le riprese e il regista sarà Claudio Bonivento”.

-Parliamo della Sicilia. Lei è affettivamente legato alla nostra Catania…

(ride)oppini

“Ho sposato una siciliana, Ada Alberti, e qui mi trovo bene. Ogni volta che ritorno riesco anche ad ingrassare, perché qui è impossibile non mangiare. (ride) Grazie a mia moglie ho imparato ad apprezzare quei valori che in noi “nordici” sono un po’ più affievoliti”.

-Quando e dove potremo rivedere Franco Oppini?

“Ad ottobre debutterò a Roma con la commedia “La mia futura ex” di Luca Pizzurro e ritornerò in Sicilia a novembre. Continuerò a partecipare come opinionista  alla trasmissione “Torto e ragione. Verdetto finale” e in primavera i Gatti ritorneranno in moto”.

Elisa Guccione

Scrivi