IL 12 OTTOBRE 1946, l’Italia decide il proprio inno nazionale scegliendo Fratelli d’Italia. I suoi memorabili versi, di chiara connotazione repubblicana, vennero scritti nell’autunno del 1847 dal profondo patriota genovese, ancorché ventenne, Goffredo Mameli, e solo in seguito sono musicati a Torino da un altro genovese, Michele Novaro. Entrambi furono grandi massoni.
L’idea di scegliere il suddetto canto nasce, in occasione del giuramento delle nostre Forze Armate datato 4 novembre ’46, al Ministro della Guerra del Governo De Gasperi, l’on. repubblicano Cipriano Facchinetti, anch’egli importante massone con carica di Primo Sorvegliante nel Consiglio dell’Ordine del G.O.I.
Nel 2012, l’Inno di Mameli, inno nazionale provvisorio sin dal 12 ottobre del 1946, con la legge 23 novembre n. 222, diviene l’Inno Ufficiale nazionale, e la stessa legge ne prescrive la conoscenza di esso nelle scuole unitamente ad altri importanti simboli della nostra nazione.
L’Inno nacque nel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l’Austria. La prontezza dei versi e la veemenza della melodia lo conclamarono il più benamato canto dell’unificazione, non solo durante il periodo risorgimentale, ma anche nei decenni a seguire.
Goffredo Mameli dei Mannelli, nasce a Genova il 5 settembre 1827 da nobile famiglia e muore a Roma il 6 luglio 1849. Era figlio di Giorgio Giovanni appartenente alla famiglia aristocratica sarda dei “Mameli dei Mannelli”, Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, contrammiraglio della Regia Marina Sarda, nonché parlamentare a Torino; la madre era Adelaide Zoagli, figlia del Marchese Nicolò Zoagli e di Angela dei Marchesi Lomellini.

                                                                                                                                                        Paolo Battaglia La Terra Borgese

 


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