GELA – Omicidio in pieno centro a Gela. La vittima è un tassista, Domenico Sequino, 56 anni, ucciso proprio sul sagrato della Chiesa madre, mentre la gente era intenta a fare compere o a passeggiare  tra la centralissima piazza Umberto e il corso Vittorio Emanuele. Panico per chi ha assistito alla scena del delitto. Dalle testimonianze e dalle ricostruizioni, pare che due giovani siano arrivati in centro a bordo di un ciclomotore, con il volto coperto da caschi integrali, e abbiano sparato numerosi colpi di pistola ( forse un intero caricatore)  a Domenico Sequino, che si trovava sul sagrato con un’altra persona.
Al primo colpo la gente che si trovava  in strada ha subito cercato riparo, scappando e cercando di rifugiarsi nei negozi del centro ancora aperti. La  vittima è subito stata soccorsa  da un’ambulanza del 118 e trasferita d’urgenza in ospedale, ma è deceduto dopo pochi minuti, i numerosi spari gli sono stati fatali.
Sul luogo del delitto sono arrivati anche agenti di polizia e carabinieri, quest’ultimi stanno adesso indagando su quanto accaduto.Le modalità dell’esecuzione sono tipicamente mafiose e il movente potrebbe essere un regolamento di conti.

Domenico Sequino aveva precedenti penali.
Nel 2006 venne arrestato associazione mafiosa, nell’ambito della maxioperazione “Tagli pregiati”, in cui finirono in carcere altre 79 persone, e che ha decimato il gruppo storico di Cosa Nostra a Gela, guidato dai fratelli Rinzivillo.
Nel 2008, ha patteggiato la condanna per associazione mafiosa.
Da allora non risultava più coinvolto in altri reati  penali. Aveva da qualche tempo abbandonato la sua attività di tassista.

Domenico Sequino, “Mimmo” per gli amici, lascia moglie e tre figli.

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