Carmelinda Comandatore

 

GELA – La protesta, che da stamani confederali e sindacati del petrolchimico di Gela hanno messo in atto, con blocchi stradali che hanno paralizzato la città, arriva a Palazzo d’Orleans. Il prossimo 21 gennaio, alle ore 16:00, è previsto un incontro tra il presidente Rosario Crocetta e i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania, cui parteciperà anche il sindaco di Gela, Domenico Messinese e il prefetto di Caltanissetta, Teresa Cucinotta.

I presidi sono una delle forme della mobilitazione generale avviata per protestare contro la mancata attuazione del protocollo sulla riconversione green della raffineria e per ottenere il via agli ammortizzatori sociali per il migliaio di addetti dell’indotto.

«Crocetta si muova – afferma Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia – e chieda con noi al governo Renzi di rispettare gli accordi stipulati a novembre al ministero dello Sviluppo economico. L’area di crisi complessa – rimarca – non può esistere solo sulla carta».BLOCCO GELA

E la mobilitazione non si ferma. Il prossimo 22 gennaio comune, regione, governo e parti sociali si confronteranno presso il Ministero dello Sviluppo Economico sull’attuazione dell’accordo di programma. «Lo avevamo annunciato con una lettera aperta, qualche giorno fa», dichiara Gallo. «La nostra sarà una mobilitazione straordinaria che continuerà fino a che non verranno fuori fatti concreti anche in tema di protocollo e ammortizzatori. E che coinvolgerà l’intera città».

La vertenza Gela, inoltre, sarà uno dei punti dello sciopero nazionale dell’Eni, proclamato per favorire una nuova politica industriale del gruppo e che riguarderà, oltre gli impianti del nisseno, anche i centri di Priolo Gargallo e Ragusa.blocco gela 3

La città intanto si divide sulla scelta dei lavoratori, ma anche di intere famiglie e di disoccupati, di protestare bloccando gli ingressi della città e creando non pochi disagi. Scelta che secondo alcuni, finora non ha sortito nessun effetto se non momentaneo e mediatico. Solidarietà arriva invece dall’ArcheoClub Giovani Gela che dichiara : «la città si trova ad un bivio, vivere o morire, e ciò che stiamo vivendo non è soltanto un problema dei lavoratori e delle aziende colpiti dalle difficoltà, ma è il futuro di Gela e quindi la nostra vita che vogliamo sia qui. Dobbiamo essere tanti se vogliamo delle risposte celeri per le bonifiche, il lavoro, il patrimonio culturale, il futuro. Per questo bisogna mobilitarsi, uscire da casa, partecipare con dignità. Che il sacrificio di questo territorio non sia vano, che Gela possa avere un riscatto».

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