Nonostante il rinvio del voto della Commissione Affari istituzionali dell’Ars sulla modifica del disegno di legge sui Consigli comunali, si torna a parlare delle misure da adottare per risolvere il caso “gettonopoli” che, nelle scorse settimane, ha creato una vera e propria frattura all’interno della Sicilia.

Le soluzioni avanzate in aula, tra le quali la riduzione dei consiglieri comunali, dei loro gettoni di presenza e dei rimborsi alle aziende per le loro assenze dal lavoro, hanno, infatti, creato due fazioni opposte: da una parte chi vuole cambiare lo stato delle cose, e dall’altro chi, invece, preferisce lasciare tutto come si trova, come al solito.

Chiaro, a tal proposito, il messaggio lanciato dal Movimento Cinque Stelle, che presenta l’attuale situazione all’Ars: “Si è finito per rinviare il voto, ma se si fosse votato, il ddl sarebbe stato affossato – spiegano i deputati Cinque Stelle Salvatore Siragusa e Francesco Cappello -. La risposta dell’Ars al fenomeno “gettonopoli” è, pertanto, una vergogna infinita. Possono riempirsi la bocca quanto vogliono con parole come valori e moralità, poi alla prova dei fatti si comportano sempre allo stesso modo, facendo quadrato per difendere i propri privilegi in un momento in cui la gente non riesce più a mettere assieme il pranzo con la cena”, hanno dichiarato.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Marco Forzese, deputato all’Ars, che spiega le sue mosse per la realizzazione dell’anti-gettonopoli: “Ritengo che sia giunto il momento di cambiare passo – afferma -. A tal proposito, ho presentato diverse proposte congeniali con la legge in discussione: tra queste figurano la riduzione del numero dei consiglieri comunali, il ridimensionamento dei permessi e l’abolizione dei rimborsi spese. Mosse necessarie, a mio parere, sia per il corretto funzionamento degli organi amministrativi, per il bene dei cittadini, sia per il risparmio delle casse della Regione, obiettivo primario e da non perdere di vista.”

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