Sembra si sia chiuso il giallo della Playa di Catania con la Polizia che ha fermato il presunto assassino della donna ritrovata cadavere in mare.
Il giorno di San Valentino i poliziotti etnei hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica, nei confronti del 31enne pregiudicato Zakaria Ismaini nato a Casablanca in Marocco, in quanto gravemente indiziato di omicidio pluriaggravato e tentato occultamento di cadavere con l’aggravante di avere adoperato sevizie e di avere agito con crudeltà.
Erano circa le 9 dello scorso 7 febbraio quando, su segnalazione dei Vigili del Fuoco, gli agenti della Squadra Mobile sono intervenuti al Villaggio Turistico “Europeo” sul lungomare Kennedy dove era stato segnalato l’incendio di un bungalow in muratura posizionato lungo la battigia e al cui interno erano state rinvenute copiose tracce di sangue.
Successivamente, su segnalazione di alcuni pescatori, una motovedetta della Capitaneria di Porto nel tratto di mare antistante ad una distanza di 150 metri circa dalla riva, ha rinvenuto il cadavere di una donna, subito trasferito presso il Porto di Catania.
Sulla vittima vi erano profonde ferite da taglio in varie parti del corpo, nonché altre ferite da taglio superficiali e vaste ecchimosi al viso e sul corpo.
Il sopralluogo eseguito dalla Polizia Scientifica nel bungalow ha portato al sequestro di un pezzo di trave in legno con l’estremità acuminata recante copiose tracce di sangue, poi risultata l’arma letale, ed un accendino di colore giallo. Inoltre sono state rilevate chiare tracce di trascinamento sull’arenile dal bungalow in direzione della battigia. Le prime indagini sono state svolte attraverso intercettazioni telefoniche nei confronti del marocchino e per i militari la sorpresa è stata la scoperta di come il soggetto fosse già sottoposto allo stesso trattamento da parte della Procura di Brindisi per un altro omicidio.
Dall’analisi del tabulato sono stati rilevati contatti con un’utenza intestata a Letizia Agata Giulia Consoli, 50enne catanese che, da ulteriori accertamenti e dal riconoscimento dei parenti, era stata identificata come la donna assassinata alla Playa.
L’esame del registro chiamate sul cellulare dell’uomo e la visione dei filmati degli impianti di video-sorveglianza del vicino villaggio “Le Capannine”, luogo dove aveva spontaneamente dichiarato di dimorare e dove aveva trascorso la notte tra il 6 ed il 7 febbraio, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a suo carico.
Le conversazioni effettuate dallo straniero con altri interlocutori in lingua araba evidenziavano il proposito dello stesso di lasciare l’Italia.
Nel pomeriggio del 14 febbraio scorso Zakaria Ismaini è stato rintracciato all’interno di un peschereccio ormeggiato presso il Porto di Catania e condotto presso gli Uffici della Squadra Mobile dove, in tarda serata, ha confessato durante un interrogatorio con il P.M.
Nel corso di tutto lo svolgimento delle varie fasi d’indagine proficuo e serrato è stato il coordinamento tra la Procura di Catania e quella di Brindisi che a sua volta ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti del 31enne, eseguito dai militari dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, in relazione ad un altro omicidio quello di Cosimo Mastrogiovanni il cui cadavere quasi interamente carbonizzato era stato rinvenuto all’interno di una villetta a Latiano nel pomeriggio del 13 novembre 2014.

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