Gianni Belfiore: “Vi svelo i miei ricordi legati a Rosa Balistreri”

di Elisa Guccione

Foto Servizio Vincenzo Musumeci

CATANIA – Cento anni fa, il primo giorno di primavera, nasceva a Licata Rosa Balistreri. Voce graffiante e roca che alla sua Palermo dedicò tante canzoni. In un anniversario così importante per noi siciliani ci piace ricordarla attraverso le parole di Gianni Belfiore apprezzato autore internazionale noto al grande pubblico per aver scritto per Julio Iglesias numerosi successi e che alla cantante siciliana scrisse i testi raccolti nell’album “Amuri senza amuri”, pubblicato per la Warner Music Italy. Scopriamo, comodamente seduti nella sala riunioni della nostra redazione di Corso Sicilia, il suo incontro con colei che lasciò al mondo una frase immortale come la sua musica: “Quannu moru faciti ca non moru”.

Ph Vincenzo Musumeci

Ph Vincenzo Musumeci

Ci racconta il suo primo incontro con Rosa Balistreri?

“Ho incontrato Rosa Balistreri al club “Instabile” di Genova, lo stesso dove ha iniziato ad esibirsi anche Beppe Grillo. Ricordo che lessi l’annuncio di un suo spettacolo sul “Secolo XIX”. La foto mi colpì subito e contattai immediatamente un mio amico che era solito frequentare gli artisti del club invitandoli a cena dopo l’esibizione. Quando mi presentai dicendole che scrivevo canzoni mi disse: “Io non canto in italiano, ma solo in siciliano. Sulu chiddu sacciu”. Mi diede il suo indirizzo romano per un possibile nuovo incontro. All’epoca lavoravo sulla nave “Augustus”, ero ufficiale di bordo. Il mio assistente era calabrese e suonava la chitarra, così dai racconti del nostro incontro, dalla sua esibizione all’Instabile e le mie estati a Riposto è nata “Rosa Rosa”. Appena sceso dalla nave, insieme al mio assistente che scrisse la musica, andai a trovarla. Quando ascoltò la canzone se ne innamorò subito e accettò di cantarla. E nacque così l’album “Amuri senza Amuri”.

Ph Vincenzo Musumeci

Ph Vincenzo Musumeci

Che tipo di donna era e per quanto tempo l’ha frequentata?

“Per due o tre anni. Non nascondo che mentre realizzavamo questo disco le facevo da segretario, da autista e cercavo di consigliarla come meglio potevo anche nella gestione finanziaria. Con lei ho conosciuto i personaggi siciliani più importanti:  Ignazio Buttitta, Renato Guttuso e numerosi professori dell’università di Palermo ”.

Qual è il ricordo più bello legato a Rosa Balistreri?

“Era una donna generosa e di cuore. Per anni è stata legata al pittore fiorentino Manfredi e, nonostante non avesse una posizione economica sicura, comprava con i pochi soldi che aveva i quadri di nascosto da lui. La povertà non l’ha fatta mai diventare avara. Una volta a Roma, mentre io compravo le sigarette entrò in un negozio e comprò in una frazione di secondi una pelliccia”.

Non c’è mai stato uno scontro di idee nella stesura dei testi, magari per una differenza di termini tra la variante linguistica agrigentina – palermitana di Rosa e la sua catanese?

Ph Vincenzo Musumeci

Ph Vincenzo Musumeci

“Certo. Capitava spesso che discutevamo, ma tutto si risolveva subito. È stata una grande donna e una magnifica interprete dall’animo nobile”.

Le due canzoni più importanti al mondo: “Volare” e “Se mi lasci non vale”. Sono per metrica e struttura sintattica simili al nostro siciliano. È un caso?

“Assolutamente no. Pochi notano questa particolarità. Tutte e due le canzoni sono sonetti in musica ed ogni frase è un pensiero compiuto che arriva diretto a chi le ascolta. Tutto il repertorio nato per Iglesias è stato scritto su metrica siciliana. Per scrivere in dialetto siciliano ho studiato Giuseppe Pitrè, Leonardo Vigo e così via per molti anni”.

Elisa Guccione

Foto Servizio Vincenzo Musumeci

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