GIARRE –  E’ diaspora anche nel PD giarrese. Il segretario cittadino, Dario Li Mura, ha comunicato le proprie dimissioni. Una storia iniziata nelle ultime amministrative giarresi, questa della “guerra interna”, che è finalmente arrivata alla sua conclusione ieri. Li Mura, venne eletto segretario nel 2013, con il sostegno della CGIL e dell’ex ministro Salvo Andò, che appoggiava il candidato sindaco Salvo Vitale, attualmente vicesindaco della giunta D’Anna, in contrapposizione alla ex consigliera comunale e candidata sindaco Tania Spitaleri, che ottenne il logo del PD grazie al tesseramento condotto a Catania dai deputati Luca Sammartino e Valeria Sudano. Nell’uscita dal gruppo dirigente in carica e dunque dal PD ha annunciato le dimissioni quasi tutto il direttivo giarrese: Vincenzo Cubito, Alfio Cardillo, Salvo Vitale, Irene Leotta, Anna Magro, Francesca Fresta, Graziella Strano, Maria Turrisi, Ignazio D’Angelo, Dario Lo Giudice, Sebastiano Russo, Giovanni Patanè e Simone Lo Castro.

Dario Li Mura spiega: “Si è svolto un tesseramento abusivo nei modi, nei luoghi, negli uomini ad esso preposti, incerto nelle regole, drogato nei numeri, senza un pezzo di storia per il calo drastico di rinnovo di vecchi iscritti. L’apertura proclamata col ricorso ai gazebo è stata una corsa al numero in più nel pallottoliere del capo, una conta, l’ennesima, a somma zero per qualità della proposta, per la vitalità della democrazia”.

E non risparmia i “professionisti delle clientele i quali hanno neutralizzato il ruolo di filtro dei Circoli, con la presenza di soggetti estranei alla realtà locale, muniti di potere di procedere al tesseramento, senza conoscere uomini e cose. Mi sono rifiutato per queste ragioni di firmare le tessere: non metterò mai il mio nome accanto a quello dei professionisti delle clientele, degli specialisti della conservazione, di chi si è candidato contro il partito, dei trasformisti, di chi oggi è del PD perché è partito di governo e domani chissà? Presto le cronache, temo, ci diranno di più”.

Secondo i “dissidenti” dimissionari: “ll Partito democratico ha subito una vera e propria mutazione genetica, non è più il partito che abbiamo contribuito a costruire sul nostro territorio, è un’altra cosa, distante dal nostro sentire, condividiamo e facciamo nostra la posizione del segretario Dario Li Mura”.

Stamani la durissima replica di Rosaria Caltabiano (nella foto), membro non dimissionario del direttivo, che chiarisce: «L’ultimo circolo PD di Giarre costituitosi due anni fa, aveva 23 componenti del direttivo, compresa l’allora consigliera Spitaleri, componente di diritto. Il comunicato di dimissioni ieri reso noto, porta 13 firme (di cui una di soggetto non facente parte del direttivo). Lo stile scelto per le dimissioni “a mezzo stampa” è bizzarro: le dimissioni vanno rese nelle sedi preposte, come formalmente previsto ai sensi dello statuto e dei regolamenti del PD. Il termine “dimissione” è formalmente errato. Una o più dimissioni, devono infatti avvenire in maniera formale, all’interno degli spazi e organismi statutari (leggi direttivi di circolo e assemblea degli iscritti). Pertanto si ritiene che Dario Li Mura e gli altri firmatari, abbiano voluto adottare la formula , legittima, dell’autosospensione, rispetto alla quale gli organismi del partito democratico prenderanno atto. Considerato che molti spazi alternativi al PD si sono determinati, probabilmente il comunicato stampa di cui abbiamo avuto notizia doveva essere titolato “fuoriuscita o scissione dal PD ” . Ogni altra considerazione circa “correnti” o fazioni è di iniziativa giornalistica. Tale precisazione andava resa nota, priva di ogni genere di polemica ma con finalità costruttiva, a quanti si identificano nel Partito Democratico e intendono farne parte coerentemente, per il recente passato, per il presente e soprattutto per le prossime serie attività future di governo politico».

La storia è davvero finita?

Mario Pafumi

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