PTA Giarre, il 17 dicembre parlano i soci di Fidelbo

CATANIA – La piattaforma di software del PTA di Giarre poteva essere prodotta da qualsiasi azienda? Oppure richiedeva funzioni che potevano essere programmate soltanto da un’azienda specializzata in prodotti destinati al settore sanitario? Da questo interrogativo ricominciano le udienze del processo che vede rinviato a giudizio il marito della senatrice PD Anna Finocchiaro, il dottore Melchiorre Fidelbo.

Per la conversione dell’Ospedale di Giarre in PTA, la Regione chiese un finanziamento di poco superiore a un milione di euro, ma gli furono assegnati circa 500 mila euro. I due terzi del finanziamento sarebbero andati alla ditta che avrebbe curato l’informatizzazione del sito, il rimanente terzo all’ASP per ristrutturare i locali. All’epoca dei fatti, Melchiorre Fidelbo era consigliere del Consorzio costituito per gestire il PTA di Giarre e amministratore unico della Solsamb, la SrL che ottenne l’incarico di informatizzare il PTA stesso senza passare da gara d’appalto.

Cosa giustifica l’affido diretto alla Solsamb SrL? Deve chiarirlo il Tribunale di Catania. Il 14 ottobre è stato ascoltato, per l’Accusa, l’ingegnere Salvatore Garozzo direttore del dipartimento di ingegneria informatica dell’ASP di Catania. “La piattaforma di software del PTA di Giarre doveva contenere delle specificità, ma poteva essere sviluppato da qualsiasi ditta di informatica”, rispondeva l’ingegnere Garozzo interrogato dal PM e incalzato dagli avvocati difensori di Melchiorre Fidelbo, Nicola Granata e Calogero Licata.
La parola passa ora alla difesa, che il 17 dicembre 2014 farà ascoltare i due soci con cui Fidelbo costituì la Solsamb SrL nel settembre del 2007; il 13 gennaio 2015 sarà la volta di Giuseppe Calaciura, allora direttore generale dell’Asp 3 di Catania, e di Antonio Scavone, manager dell’Asp 3 sino al 2009 e dal 2013 senatore della Repubblica per il gruppo GAL (Grandi Autonomie e Libertà).

Flora Bonaccorso

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