Facebook-20141003-013616Giftsitter.com è la nuova soluzione per l’apertura di liste regalo: semplice, intuitiva, veloce.

di Martina Strano

CATANIA – Quante volte ognuno di noi ha dovuto fingere di apprezzare un regalo decisamente non gradito? O quante volte avremmo preferito spendere diversamente i soldi ormai vincolati in una lista regalo aperta in quel negozio magari per un semplice accessori dal costo nettamente inferiore rispetto alla somma ricevuta? E da invitati quanti pomeriggi abbiamo trascorso tra centri commerciali, grandi negozi, alla ricerca del “regalo perfetto”? Oggi la soluzione a tutti questi problemi è Giftsitter.com. il nuovo portale, intuitivo, semplice, veloce, che da la possibilità al festeggiato di aprire una lista regalo online gratuitamente fornendo inoltre l’opportunità di poter gestire liberamente la cifra raccolta, senza alcun vincolo temporale e fisico. Ma approfondiamo l’argomento con i tre soci Sergio Serafini, CEO del progetto, Stefano Sardo, responsabile customer service e customer satisfaction, Gabriella Massara, responsabile marketing e comunicazione.

Come è iniziato questo progetto?

Stefano Sardo: «L’idea di Giftsitter nasce per venire incontro alle esigenze quotidiane che tutti noi affrontiamo. Il disagio di andare a versare una quota in un esercizio commerciale piuttosto che in un altro per chi fa il regalo, e il disagio per il festeggiato di vincolare la somma in un singolo negozio. Giftsitter può essere utilizzato per qualsiasi evento: nascita, compleanno, anniversario, laurea, matrimonio. La piattaforma è molto semplice, molto pratica. Si può scegliere di inserire di fare vedere ai partecipanti cosa vorresti comprare, o dove intendi andare nel caso di un viaggio. Nessun costo per il festeggiato, una piccola commissione per chi fa il regalo. Il versamento della somma può avvenire con carta di credito, pay pall o bonifico.»

Sergio Serafini: «Si, come dice Stefano, ci siamo trovati moltissimi pomeriggi a dover acquistare un regalo o versare la somma nelle liste. Ci siamo trovati altresì da festeggiati a dover comprare delle cose per spendere il credito e non perché le avremmo comprate, a dover aggiungere del denaro o a dover spendere dei soldi entro una certa data perché poi sarebbero iniziati gli sconti. É un’idea imprenditoriale che nasce anche per andare incontro a un’esigenza reale di moltissimi.»

Come funziona Giftsitter?

Sergio: «Giftsitter propone quattro opzioni regalo, integrabili tra loro: ritirare il denaro alla chiusura della lista o durante la raccolta delle quote; richiedere a Giftsitter l’invio di un voicher spesa al negozio fisico segnalato dall’utente che potrà andare a ritirare l’oggetto desiderato senza l’aggiunta di contanti; richiedere a Giftsitter l’acquisto di un oggetto online che ha la caratteristica di essere meno costoso e inoltre venendo incontro a chi è non è ancora pratico dell’ e-commerce; acquistare all’interno dello Store Giftsitter che a breve conterrà centinaia di migliaia di prodotti, tra cui tutti i prodotti Amazon e tanti altri appartenenti a settori merceologici diversi, ma particolarmente richiesti in queste occasioni. Le opzioni possono essere utilizzate anche in maniera parziale. Se abbiamo ad esempio un credito di 200 euro possiamo scegliere di spenderne 50 nello Store Giftsitter, 50 per l’acquisto di un oggetto online, 50 per l’acquisto in un negozio e gli ultimi 50 decidiamo di tenerli sul conto.»

La startup ha ricevuto il 9 giugno un finanziamento nell’ambito del progetto “Smart&Start” di Invitalia…

Sergio: «Si, è un passaggio da non sottovalutare. Abbiamo vinto un bando di finanziamento indetto dal Ministero dello sviluppo economico tramite Invitalia. Ed è chiaro che questo per noi è stato molto importante per due punti di vista: innanzitutto dal punto di vista della credibilità nei confronti della stampa e nei confronti degli utenti; inoltre dal punto di vista della liquidità e della capacità di spesa. Però bisogna ricordare che sono capacità di spesa molto limitate rispetto a grandi player di mercato anche che non operano nel nostro settore.»

Una curiosità: chi ha scelto il nome?

Sergio: «In realtà non l’ha scelto nessuno. Ogni start up non si chiama come si vorrebbe realmente chiamare, ma come è disponibile sul web. Nei diversi settori c’è un acquisto di domini spaventoso quindi abbiamo studiato tanto per trovare il nome che più rimandasse all’idea di quello che volevamo fare, un po’ ispirandoci al concetto di baby sitter, cioè di assistente al regalo.»

Come avete preparato il progetto? Chi vi aiutato?

Sergio: «Il progetto per Invitalia lo abbiamo realizzato tutto noi, senza l’aiuto di tecnici. Per la realizzazione ci siamo avvalsi invece dell’aiuto di due giovani, Giovanni Murabito e Dino Privitera, due venticinquenni catanesi di grande qualità, a dimostrazione del fatto che anche qui si possono trovare le risorse giuste senza dover andare necessariamente al nord Italia o nel resto d’Europa. E questo fa parte del nostro progetto, creare cioè una struttura imprenditoriale prevalentemente di giovani catanesi coetanei che abbiano così la possibilità di restare nella terra che amano. Loro si sono occupati proprio della realizzazione e dello sviluppo della piattaforma. Sono due informatici che ovviamente hanno seguito quelle che sono state le nostre indicazioni. In realtà la storia di Giftsitter nasce nel 2011 circa, quando sentimmo l’esigenza di creare una piattaforma del genere, poi la non esperienza ci ha portato ad affidarci a un programmatore che probabilmente non aveva le giuste competenze per sviluppare un progetto di così alto livello. É un livello di programmazione che in Italia ha pochi paragoni. E quindi il progetto si è stoppato in attesa di trovare delle persone che fossero in grado di realizzarlo. Paradossalmente sono passati degli anni e ci siamo ritrovati nel giugno 2014 a lanciare la prima versione beta. Per le prossime start up che abbiamo in progetto di lanciare, ma non ti anticipo nulla, i tempi saranno più ristretti perché abbiamo oggi una struttura molto più solida.»

Quale considerate il punto forte e quale quello da perfezionare?

Sergio: «Quando siamo nati in realtà c’erano già alcuni servizi di liste regalo online ma erano molto diversi dal nostro. Alcuni ad esempio chiedevano al festeggiato una percentuale sul raccolto, altri chiedevano un affitto giornaliero della lista regalo che portava poi il festeggiato anche psicologicamente a tentare di chiudere la lista il prima possibile per evitare di perdere soldi. Invece noi abbiamo voluto riprodurre esattamente online quello che era l’ambiente della lista regalo tradizionale, quella nel negozio fisico senza però far pagare un euro al festeggiato. Inoltre in questo momento non c’è nessuno in grado di far pagare delle commissioni così basse sul regalo. A questo si aggiunge lo Store interno. Cosa migliorare? Noi siamo in questo momento in una fase beta e penso che non ci usciremo mai perché chi esce o è un pazzo o uno stolto. Nel senso che non ha capito come lavorare su internet. E chi è in fase beta sa che deve essere molto critico nei confronti del proprio prodotto e deve cercare di migliorare e implementare quante più cose possibili. Abbiamo tanti progetti di implementazione tra cui una sorta di assistente alla navigazione verso la festa, una mappa che si apre da mobile che consente di evitare tutte le chiamate per chiedere dove è la festa, proprio nell’ottica di essere un’assistente totale. E poi tante altre cose. Vogliamo creare una grande partnership con tutti gli organizzatori di feste, matrimoni ecc. e creare un grande database di raccolta con un sistema di valutazione online da parte dei clienti.»

Parliamo un po’ dei vostri partner?

Sergio: «Abbiamo un partner molto forte con cui abbiamo chiuso l’accordo commerciale ovvero Banca Sella che ci consentirà a breve di abbassare ulteriormente il costo delle commissioni e quindi di essere maggiormente competitivi, posto che già oggi abbiamo le commissioni più basse di tutti. I partner in questo progetto servono relativamente poco o per lo meno serviranno in futuro. Perché la logica di Giftsitter è proprio quella di svincolarsi dai partner, dagli esercizi commerciali fisici. È chiaro che come partner noi intendiamo altre figure come ad esempio i wedding planner, gli organizzatori di addii al celibato-nubilato, gli organizzatori di feste di laurea ecc.. Questa tipologia di partner sono importanti per noi e li cercheremo a breve perché ci consentiranno di fornire un servizio a 360 gradi.»

Esiste un’app Giftsitter?

Sergio: «Abbiamo in programma di svilupparla, ma non l’abbiamo ancora fatto per un problema tecnico. C’è un’esasperazione nei confronti della produzione di app che spesso però risultano avere anche delle limitazioni rispetto alla versione mobile. Non ce la sentivamo di dare un servizio incompleto dunque abbiamo deciso di sviluppare un sito responsive che significa che si adatta istantaneamente a qualsiasi browser, a qualsiasi dimensione dello schermo si utilizzi. E quindi tecnicamente noi non abbiamo un’app ma abbiamo una versione mobile che funge da app e che è assolutamente completa in tutte le sue funzioni. In futuro la svilupperemo giusto perché è richiesta.»

Quali sono i risultati oggi?

Sergio: «Abbiamo avuto risultati molto interessanti anche oltre le nostre aspettative perché abbiamo lanciato una spot story su Youtube con dei personaggi creati interamente da noi e che  ha ricevuto quasi due mila visualizzazioni. Abbiamo ricevuto quasi 4000 likes in poco più di due mesi su Facebook. E sono già state aperte 40 liste regalo con una media di circa 650 euro ognuna e quindi diciamo che si sta creando un bel giro proprio per il fatto che molti invitati soddisfatti del servizio hanno deciso di aprire poi la lista regalo da festeggiati. La cosa che in questo momento ci interessa, al contrario di quelle che sono le grandi manie di espansione delle start up italiane e mondiali, è radicarci sul territorio siciliano perché di solito le start up sottovalutano i bacini potenziali delle proprie regioni di riferimento e dei propri territori. Noi vogliamo fare qualcosa di più graduale sebbene ovviamente non sia preclusa la possibilità a un milanese piuttosto che a un romano di aprire una lista. E devo dire che le hanno aperte spontaneamente e questa è una cosa positiva, nonostante la diffidenza che può esserci inizialmente soprattutto verso progetti nuovi. Vogliamo fondamentalmente scalare l’Italia, prima radicandoci fortemente in Sicilia e arrivando a conquistare gradualmente il mercato nazionale.»

Quali sono le aspettative?

Gabriella: «Speriamo che la start up venga accolta e utilizzata dalla nostra città prima, poi dalla nostra regione e magari in futuro anche oltre l’Italia. Questo è un trampolino di lancio per noi perché abbiamo tanti altri progetti da sviluppare che si accorpano e non a Giftsitter. Inoltre non dimentichiamo che la piattaforma fornisce anche tanti altri piccoli servizi come inserire le informazioni sull’evento, aggiungere video, foto, e inoltre il festeggiato ha la possibilità di ringraziare con una mail chi ha versato la quota.»

Al momento cosa state cercando?

Sergio: «Aspettiamo gli investitori. Fondamentalmente noi abbiamo fatto esattamente il contrario di quello che si immagina faccia una start up. Si dice che l’idea deve essere incubata, poi deve essere finanziata, nel frattempo passa qualche anno, non è detto che venga sviluppata o comunque non è detto che venga sviluppata come dici tu. Noi invece siamo partiti con le nostre forze, con le nostre risorse, ci siamo detti facciamo quello che sappiamo e che vogliamo fare e poi se necessario ci cercheremo gli investitori. La verità è che in Italia il sistema delle start up è molto acerbo. Gli istituti di venture capital sono pochi e spesso succede che l’istituto di venture capital ad esempio in Veneto ti chiede di spostarti appunto in Veneto. Noi non abbiamo nessuna intenzione di spostarci e crediamo che in Sicilia ci sia ancora una grande quantità di risparmio da parte di imprenditori che hanno fatto grandi cose in passato e che oggi stanno guardando con diffidenza al futuro, ma anche da parte di giovani che hanno la disponibilità e la liquidità per investire e che non si fidano più. Ovviamente questo è un investimento come tutti quelli delle start up ad alto tasso di rischio, però noi siamo già stati contattati da alcuni imprenditori locali che hanno chiesto informazioni e che hanno manifestato l’interesse a entrare in un progetto come questo e noi stiamo valutando tutte le opportunità. Infine cerchiamo programmatori di alto livello che vogliano spendersi all’interno di questo e altri progetti di start up. Abbiamo difficoltà perché i più bravi vengono presi dalle multinazionali e vanno fuori, altri non sono al livello che ci serve, altri ancora preferiscono, secondo me sbagliando, di sviluppare la loro di start up non capendo che questa è a tutti gli effetti una piattaforma imprenditoriale e che non tutti possono fare gli imprenditori e sono necessarie diverse figure. L’unica possibilità per la nostra generazione è quella di unirsi.»

Giftsitter lo trovi su www.giftsitter.com e su Facebook. Segui inoltre la spot story su YouTube

Martina Strano

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