Milano come sede centrale del gioco d’azzardo. A volte, si può dire così. E questo perché la Lombardia è una delle regioni dove, dati alla mano, il gambling è fortemente diffuso. Ed è forse anche per questo che nel capoluogo regionale, lo scorso 19 giugno, si è tenuto il convegno Gioco in Italia, un settore a confronto”. L’incontro è stata un’occasione di confronto e di discussione tra tutti gli operatori del settore. Importante anche la presenza dei media e alcuni esponenti politici.

Da sottolineare il fatto che tra i relatori vi fosse Alessandro Aronica, vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’Adm ha più volte fatto chiarezza sulla situazione del mondo del gioco d’azzardo in Italia. Ed è stato così anche in quest’occasione. È stata data innanzitutto grande rilevanza al ruolo del gioco online, che sta facendo da vero e proprio traino al settore. È passato qualche anno dalla sua legalizzazione e davvero molte cose sono cambiate, a partire dalla regolamentazione. Quest’ultima però deve essere ancora più chiara e dettagliata, viste le continue insidie della rete. Aronica ha sottolineato come la legalità abbia il compito principale di sconfiggere l’illegalità, che si annida in ogni angolo. L’obiettivo è comunque sempre proteggere il giocatore e non esporlo ad eccessivi rischi.

Non si può dimenticare però nemmeno il ruolo della politica. Ed è per questo che, ai microfoni di Agimeg, è intervenuta Viviana Beccalossi, assessora all’Urbanistica della Regione Lombardia. Queste le sue parole: “L’equazione più gioco legale uguale meno gioco illegale è indiscutibile. Davvero solo un pazzo potrebbe criticarla e metterla in dubbio. Però c’è anche chi, come la sottoscritta e tanti amministratori pubblici di tutta Italia, non si accontenta di questo. Non critichiamo il sistema gioco e nemmeno la possibilità che ci sia un’offerta regolamentata, quanto l’eccesso dell’offerta, che in questi ultimi anni ha raggiunto livelli a mio avviso insopportabili. Quello che mi piace ricordare però è che Regione Lombardia, con due bandi e 5 milioni di euro, ha ottenuto una risposta straordinaria: più della metà dei millecinquecento Comuni lombardi coinvolti ma soprattutto oltre mille realtà della società civile che hanno partecipato e che permettono di parlare di ludopatia sul territorio. E per società civile intendo tutti: dalle parrocchie e la Caritas passando per i sindacati e la Camera del lavoro”.

Parole un po’ forti e abbastanza chiare. Sembra quasi che in terra lombarda ci sia quasi un’idea rigida e proibizionista. L’idea però, come ha spiegato l’esponente di rilievo della giunta guidata dal governatore Roberto Maroni, è quella di prevenire i rischi e i pericoli legati al gioco d’azzardo, come, ad esempio, la ludopatia. Insomma l’obiettivo è sempre quello di proteggere i cittadini.

Il problema e la discussione, ovviamente, non sono una semplice esclusiva della Lombardia. L’ha spiegato bene l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma a dirlo sono anche i dati: operatori del mondo del gambling e politica sono sempre e comunque alla ricerca di un’intesa. Un accordo che però accontenti tutti e che non crei incomprensioni e musi lunghi. E questo perché, piaccia o non piaccia, il gioco d’azzardo è un pilastro della new economy internazionale. Su questo ormai non c’è più alcun dubbio. E lo sanno davvero tutti.

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi