di Teresa Fabiola Calabria

PALERMO – Sono sempre i migliori quelli che ne se vanno. Questa massima, che ad alcuni potrà suonare retorica, si addice invece perfettamente alla figura di Francesco Foresta, fondatore e direttore del quotidiano online Live Sicilia, da lui fondato nel 2008 dopo un passato di formazione che lo ha visto nascere professionalmente nel Giornale di Sicilia, dove si occupava di sport, per poi arrivare negli anni ‘90 al fianco di Indro Montanelli e del suo Giornale. Scrisse anche due saggi: “L’Isola del Tesoro”(Edizioni Arbor) sulla storia della tangentopoli siciliana, e “Cuffaro” (Edizioni Arbor) che racconta le vicissitudini dell’ex governatore siciliano in seguito condannato per favoreggiamento a Cosa Nostra.

Le esequie di Foresta che malato da tempo, ha lasciato la moglie Donata e il figlio Francesco sabato scorso, si sono svolte questa mattina a villa Filippina a Palermo, precedute da una breve sosta del feretro davanti alla redazione di LiveSicilia, in via Rosolino Pilo, per un ultimo saluto alla sua redazione che ha saputo, in meno di 10 anni, rivoluzionare l’informazione in Sicilia: nessuno, prima di loro infatti, si era mai messo in discussione con la creazione di un quotidiano online, che negli anni ha ospitato firme    importanti come Pietrangelo Buttafuoco, Antonio Ingroia, Felice Cavallaro e Gaetano Savatteri.

A celebrare il funerale, padre Diego Boscolo .La scelta di villa Filippina è dovuta al fatto che essa ha rappresentato per Foresta il simbolo del suo constante impegno per rilanciare la zona e renderlo luogo di aggregazione. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati, tra i quali spicca quello del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che dice: “Non posso non ricordare che Francesco Foresta è stato un visionario dell’informazione, dando vita a strumenti che hanno permesso a migliaia di cittadini a Palermo e in Sicilia di conoscere, informarsi, scegliere e quindi partecipare. Con la sua scomparsa, la città di Palermo perde un giornalista che è sempre stato scomodo per il potere, quindi utile alla democrazia”.

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