SAN GIOVANI LA PUNTA – Promosso dal Kiwanis Catania Centro, sotto la presidenza di Giuseppe Geremia, si è svolto all’Ares Hotel di San Giovanni La Punta un interessante incontro dal titolo “La stampa a Catania, ieri, oggi e domani”. Relatori due affermati giornalisti di comprovata esperienza, seguiti dal numeroso pubblico intervenuto: Antonio Di Paola, cronista del quotidiano “La Sicilia”, e Daniele Lo Porto, segretario provinciale di Assostampa Catania (il sindacato unitario dei giornalisti), nonché direttore responsabile del quotidiano on line Sicilia journal. Tra i presenti, il luogotenente governatore Ignazio Mammino, a fianco dei relatori e del presidente che ha introdotto la serata; l’avv. Giuseppe Spampinato, il luogotenente governatore designato Carmelo Raciti, l’ing. Filippo Lizzio, l’arch. Alfio Privitera, il presidente club etneo Nuccio D’Arrigo e il console di Grecia, Arturo Bizzarro. Ai saluti di Geremia e della cerimoniera Pinuccia Di Mauro, è seguito l’intervento di Antonio Di Paola, in passato cronista di Espresso Sera e capo ufficio stampa alla Provincia, nonchè direttore responsabile per sedici anni della rivista mensile “Provincia di Catania”. Il relatore ha tracciato un ampio excursus   della stampa periodica dal Seicento in poi, della quale non si hanno riscontri a seguito del terremoto del 1693; ha citato quindi alcuni periodici pubblicati a Catania tra Otto e Novecento, quali La sentinella, Il Caronda e L’amico del popolo, sino alla rivista politico-letteraria “Roma degli italiani”, del 1860, diretta da Giovanni Verga, e il periodico “D’Artagnan”del 1889, guidato daMartoglio; alla comparsa del “Corriere di Catania” all’inizio del ‘900, e in seguito del “Giornale dell’Isola”, che si fusero entrambi nell’organo ufficiale del Partito Fascista, chiamato il “Popolo di Sicilia”; e nel 1941, del giornale prodotto da ufficiali tedeschi “Der Adler vom Aetna”, L’aquila sopra l’Etna, sulle strategie dei fronti di guerra. Si giunge alla nascita de “La Sicilia”, nel 1945, anno in cui soltanto a Catania, in tutta Italia, si registrava la presenza di cinque quotidiani, compreso il suddetto: “Il Corriere di Sicilia”(acquistata poi da Mario Ciancio editore de La Sicilia)“Il Corriere di Catania”, “Il Giornale dell’Isola” e “Ultimissime”, al quale si susseguì “Espresso Sera”, che resistette fino al 1980. Quest’ultima datavede aprire “Il Giornale del Sud” di Giuseppe Fava, testata che visse due anni, lasciando il posto alla rivista d’assalto “I Siciliani”, per la quale purtroppo il giornalista perse la vita. Di Paola si è poi soffermato sulle fasi della pubblicazione di un articolo cartaceo, trasformato sino a vent’anni fa dai linotipisti in righe di piombo con la linoptype, bella invenzione tecnologica, attraverso 10-12 mila battute l’ora per una colonna; da qui la pagina (con i pezzi sul “marmo”) creata dal proto (capo-tipografo) insieme a un giornalista impaginatore, ponendola su una pressa sotto un cartone chiamato flano per imprimervi gli scritti e le foto in negativo, fino alla scrittura in positivo su una lastra di piombo a forma di semiluna che si montava sulla rotativa. Oggi la pagina viene realizzata dal caposervizio al computer, e poi trasferita su una lastra di zinco, che con la pagina impressa si monta sulla rotativa, dalla quale il giornale esce stampato e piegato come lo si compra in edicola.

Giornalista professionista dal 1992, collaboratore dal 1984 del Giornale di Sicilia, redattore di Telecolor per dieci anni, dal 1987 al 1996, e dal ’96 al 2010 capo ufficio stampa della Provincia regionale di Catania, nonché già con esperienze sul Corriere della sera, Sicilia Style e Giornale del Sud, Daniele Lo Porto ha vissuto la fase di passaggio dal piombo alla foto-composizione e alla rivoluzione tecnologica dell’informazione. Dopo aver ricordato figure insigni di giornalisti, quali Pippo Fava, Alfio Caruso, storico direttore del Corriere della sera, Candido Cannavò, Nino Milazzo e Igor Man, il relatore ha puntato l’attenzione della platea sulla nuova frontiera on-line del giornalismo, un’autentica rivoluzione tecnologica che ha sconvolto i tempi e la modalità di fruizione delle notizie. Una volta queste si acquisivano in edicola o scandivano le nostre giornate attraverso la televisione, con l’accesso a determinati orari del tg o del radiogiornale; oggi invece la notizia ci insegue e ci raggiunge dappertutto grazie al cellulare, che sostituisce 7-8 ore di lavoro di quattro persone specializzate in termini televisivi, per un servizio di un minuto e mezzo: un giornalista, un cameramen, un assistente e un montatore oltre a un’attrezzatura di decine di milioni, come una telecamera – o regìe mobili. Tutto ciò oggi viene sostituito dal telefonino che consente di andare in diretta video attraverso qualsiasi social network, accendendo l’entusiasmo anche di un ragazzo che con poche nozioni può fare meglio e più in fretta di una volta. Senza illudersi però di diventare giornalista, postando semplicemente su facebook foto di incendi o incidenti, perché c’è un codice deontologico da rispettare – specifica il relatore, che ha tenuto da poco un corso di giornalismo al liceo scientifico “Galileo Galilei”. A seguito di tale rivoluzione telematica e a causa dell’erosione dei bilanci pubblicitari delle aziende, la carta stampata è in crisi : le redazioni de La Sicilia e del Giornale di Sicilia hanno un organico di 37-38 unità a fronte di 50 redattori di qualche anno fa; le pagine di entrambi i quotidiani ne hanno risentito, infatti il GdS, oggi ha solo tre pagine di cronaca, mentre in apertura, nel 1990, ne aveva dieci con quattro redattori assunti e dei corrispondenti in tutti i comuni. Tale crisi, iniziata nel ’90 con la crescente professionalità della televisione, si è poi trincerata dietro varie soluzioni commercialicon allegati ai giornali (un secondo quotidiano, libri da un euro, VHS film) che hanno nascosto la reale crisi della carta stampata. Alla quale, in merito ai giornali locali corrisponde una crisi dei giornali nazionali, come il Corriere della Sera, Repubblica e Gazzetta dello Sport, registrando un calo di vendite del 30-40%, che si recupera nei relativi siti on line, di ottimo livello e gratuiti per tutti, anche sotto il profilo della pubblicità, con milioni di visualizzazioni. Quale sarà dunque il futuro della carta stampata? Lo Porto afferma che si racchiuderà sempre più in un settore di nicchia, con la generazione degli over 40 (perché quella al di sotto s’informa direttamente sul pc, tablet o telefonino) e che manterrà un suo ruolo con l’analisi, l’approfondimento, l’opinione e la critica, con i quali non si può spaziare su un giornale on-line. L’accesso a quest’ultimo inoltre ha avuto una sostanziale modifica, come si evince dai dati del New York Times, tra le più importanti del mondo, cliccando non più sul nome della testata ma sull’argomento da selezionare per documentarsi, confrontando più siti. Il relatore si è poi soffermato sulla chiusura di varie emittenti televisive, tra le quali Tele D, Teleionica, Antenna Sicilia, Telecolor, Videomediterraneo, della zona ragusana, citando gli altri versanti dell’on-line, come le web radio e le web tv, dai contenuti giornalistici televisivi, alle quali si accede tramite il tablet, l’Ipad e il telefonino: il vantaggio è quello di un illimitato orario di accesso, con immediata fruibilità della notizia, in linea col dinamismo dei tempi. Al termine della serata i due accurati relatori sono stati omaggiati dal presidente Geremia di una targa ricordo.

Anna Rita Fontana

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