CATANIA – Presentate le iniziative del  Giorno del Ricordo delle vittime delle Foibe. A organizzarla il comitato 10 Febbraio che attraverso i suoi rappresentanti ha illustrato tutta la serie di eventi in programma tra il 9 e il 10 febbraio. Convegni, conferenze, dibattiti e manifestazioni che culmineranno nel pomeriggio di martedì 10 con un corteo che si svilupperà tra le vie del centro catanese: partenza da via Etnea (incrocio con via Umberto) alle ore 19 e arrivo in piazza Università dove verrà deposta una corona d’alloro ai piedi della targa dedicata ai caduti, in onore dei martiri italiani che persero la vita nelle Foibe. Intervenuto in apertura Marco Pricoco, presidente del Comitato 10 febbraio Catania: ”Auspico una numerosa partecipazione al corteo che, domani pomeriggio, si muoverà tra le vie catanesi. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quanti hanno reso possibile la realizzazione delle nostre iniziative. Un particolare grazie ai comuni di Catania, Trecastagni, alla consulta giovanile di Gravina e a quella studentesca della provincia di Catania”. Antonio Scollo, altro rappresentante coinvolto nella presentazione ricorda alcuni tra gli appuntamenti inerenti il ricordo: “Siamo soddisfatti per la conferenza tenutasi sabato scorso a Gravina. Il 10 mattina replicheremo a Trecastagni, dove terremo un incontro con le scuole presso l’aula Magna dell’iCS “Patti””. C’è spazio anche per Francesco Ferlito, vice presidente di Azione Universitaria: “Anche quest’anno la nostra associazione ha partecipato con entusiasmo all’organizzazione degli eventi legati al giorno del ricordo. Ci proponiamo di continuare nel tempo questa fondamentale e doverosa collaborazione”. Infine Luigi Provini ribadisce l’importanza della giornata: “Grazie alla legge n.92 del 30 Marzo 2004 gli italiani ogni anno ricordano quanti persero la vita per il “reato” di essere italiani – afferma-. Per anni la storia ha deciso di tacere su una delle più buie pagine del passato, oggi è nostro compito far conoscere alla gente ciò che per troppo tempo non si è letto nei libri di scuola”.

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