di Katya Maugeri

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, recita così l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. E per rendere omaggio alla libertà di stampa, ricordando questo diritto imprescindibile, le Nazioni Unite hanno proclamato il 3 maggio la Giornata mondiale della libertà di stampa, per evidenziare e ricordare ai governi i loro doveri e celebrare l’anniversario della dichiarazione di Windhoek, sui principi della stampa libera, emessi da giornalisti africani nel 1991. L’obiettivo principale – inoltre – è quello di informare i cittadini di tutto il mondo delle violazioni alla libertà di espressione che avvengono in decine di paesi, promuovendo iniziative finalizzate a difendere la libertà della stampa, e sensibilizzando il popolo, informandolo sulle attuali condizioni sociali. Non si tratta solo di una giornata commemorativa, nel ricordare tutti i giornalisti che hanno perso la vita esercitando la propria professione, ma è un promemoria emotivo per ricordare quanto ancora c’è da fare!

arton25430Nelle scorse ore, la Federazione nazionale della stampa italiana, insieme a UsigRai, Articolo 21, Reporters sans Frontieres Italia e Amnesty International Italia, ha organizzato una “48ore per l’informazione”.
«Il giornalismo fornisce un’importante piattaforma per la discussione su un’ampia gamma di questioni relative allo sviluppo, dalle sfide ambientali e del progresso scientifico alla parità di genere, dalla partecipazione dei giovani alla costruzione della pace. Solo quando i giornalisti sono liberi di monitorare, investigare e criticare le scelte politiche possono esistere dei buoni governi», hanno dichiarato il segretario generale dell’Onu, Ban Ki –moon, e il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova.

Purtroppo, ancora una volta, non possiamo esultare: infatti ritroviamo l’Italia alla 77esima posizione, quattro posizioni in meno dello scorso anno, tra gli ultimi Paesi della Ue, seguita soltanto da Grecia, Cipro e Bulgaria. Gli Stati Uniti si trovano al 49esimo posto, la Russia al 152esimo, appena davanti alla Libia (154), l’Eritrea (180esimo posto), la Corea del Nord (179), il Turkmenistan (178) e la Siria (177). Continua ad essere la Finlandia il Paese in cui i giornalisti esercitano la loro professione nelle migliori condizioni, seguita da Norvegia e Svezia.
Minacce di morte e le intimidazioni rivolte a quei giornalisti ritenuti “scomodi”, ecco le cause che hanno peggiorato la condizione precaria dell’informazione autentica.
Per il 2016, il tema scelto dall’Unesco è “Parlare senza timore”, ovvero “assicurare la libertà di espressione in tutti i mezzi d’informazione”. L’obiettivo è quello di tutelare la sicurezza dei giornalisti, in ogni paese. L’impegno dell’Onu si realizza nelle attività di sensibilizzazione, nelle numerose iniziative proposte e nel supporto ai paesi in cui è ben lontana la libertà di espressione. Ban Ki-moon e  Irina Bokova, hanno sottolineato l’importanza dei canali di informazione digitali, con la nascita di network e numerosi blog sempre in crescita, evidenziando che anche chi scrive per il web teme per la propria incolumità.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana celebrerà oggi la Giornata mondiale per la libertà di stampa a Reggio Calabria, nell’ambito dell’iniziativa è prevista la Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, organizzata dall’Unci (Unione nazionale cronisti italiani) per ricordare l’esempio di chi ha pagato con la vita il desiderio di informare, senza timore, di chi ha sostenuto le proprie idee fino a incontrare la morte.
E come affermò Giuseppe Fava, “Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere.”

K.M.

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