PALERMO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato in occasione delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno a cura di Fondazione Curella e Diste Consulting.

“La povertà della Sicilia non è determinata dell’entità delle risorse che ci sono nelle casse della Regione Siciliana, ma dalla modesta qualità delle competenze che ci troviamo ad avere nell’Isola perché da trent’anni, ad esempio, non si fanno concorsi”. Parole dure quelle di Salvatore Parlagreco, presidente del Cerisdi, intervenuto ieri a Castello Utveggio all’incontro “La migrazione delle intelligenze: i numeri, i costi, i testimoni, le proposte”, in occasione delll’ottava edizione delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, nel penultimo appuntamento di una settimana intensa che ha coinvolto diversi luoghi e personalità, del mondo accademico e istituzionale”.

“Le migrazioni di uomini e donne in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni, ma anche le migliaia di persone che si muovono tra i continenti o dei giovani che lasciano le loro città, le loro nazioni in cerca di realtà più favorevoli nelle quali costruire il loro domani. Questi i temi delle Giornate, che si concluderanno oggi sabato 28 novembre, intitolate “Nessuno sceglie dove nascere! Ognuno può scegliere dove vivere?”, e organizzate da Diste Consulting e Fondazione Curella, con il patrocinio del Comune di Palermo”.

“C’è un deficit notevole di aggiornamento e conoscenza – continua Parlagreco -. Abbiamo creato un sottoproletariato urbano con il precariato, con i forestali e tutto il resto, giustificandolo attraverso la necessità di aiutare le fasce deboli. Un assistenzialismo mascherato. Non riusciamo poi a prendere atto di un dato estremamente importante, ovvero che la Sicilia ha un ruolo strategico nel piano delle telecomunicazioni, nel campo dell’energia e della difesa e sicurezza. Il fatto che non si sia preso atto del fatto che la nostra terra è diventata il centro del mondo, è dovuto a un deficit di competenze. I soldi si trovano se ci sono le idee e le competenze, al contrario no”.

Nel mirino di Parlagreco, poi, anche l’Assemblea Regionale Siciliana. “Io sogno – conclude Parlagreco – il momento in cui l’Ars faccia un discorso in cui si parli del ruolo strategico della Sicilia nel Mediterraneo. Basterebbe che ci rendessimo conto, che capissimo, che lo capissero che noi abbiamo capito,  perché le cose possano persino cambiare”.

“Un pomeriggio denso di interventi, coordinato dal direttore del Cerisdi, Salvatore La Rosa, che si sono alternati sul tema delle migrazioni e delle proposte per la Sicilia. Tra questi, quello di Giuseppe Lupo, vice presidente dell’Ars. “Assistiamo – osserva – a un Sud che genera intelligenze che vanno al Nord. Occorre avviare un percorso serio di crescita economica e sociale su un modello di sviluppo che va ripensato. Ci sono difficoltà molto serie, ma il punto è capire come sfruttare al meglio i due anni che abbiamo davanti a noi. Ci sono delle emergenze che vanno fronteggiate. Credo che il sistema politico da solo non ce la faccia. Serve una sinergia tra istituzioni pubbliche, private, politiche, culturali e la parte migliore della società civile per dare tutti insieme un contributo”.

“A dire la sua sull’argomento, anche il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta. “La migrazione dei nostri studenti – commenta – costa quanto ci ritorna ogni anno con i fondi strutturali dell’Unione europea, con la differenza che quelli arrivano con estrema difficoltà, mentre i nostri se ne vanno con estrema facilità, con i voli low cost. Perché non ci sia migrazione delle intelligenze è necessario che non ci sia migrazione. Se i ragazzi vanno via per avere esperienze all’estero ma poi tornano, questa mobilità va incoraggiata”.

“Assente per importanti impegni familiari, l’assessore regionale all’Istruzione, Bruno Marziano, che ha fatto recapitare una lettera in cui scrive che “iniziative come questa devono spingere la classe dirigente a creare le condizioni necessarie per non far fuggire ma per tornare in Sicilia”. A tal riguardo Marziano ha voluto ricordare le misure, frutto del finanziamento europeo 2014/20, sulla pubblicazione di “nuovi avvisi su dottorati, ricerche, borse di studio e master specialistici”.

“Riccardo Padovani, direttore Svimez, ha fatto un’analisi sul fenomeno della crisi e sulle difficoltà finanziarie della famiglie. “Se si guarda al rischio povertà – ha detto – questo riguarda una persona su 10 al Nord, e il 41,8 per cento (ovvero 4 su 10) in Sicilia. L’allargamento dei divari si amplifica guardando al mercato del lavoro, con 800 mila posti di lavoro persi nel Paese e i 150 mila della Sicilia (10,6 per cento contro 1,4 del Nord). A pagare la crisi sono soprattutto i giovani. C’è il rischio di trovarsi con una popolazione più povera e più vecchia. Tutto ciò dovrebbe far pensare a misure di sostegno universalistico”.

“Nel corso del pomeriggio, previsti – tra gli altri – gli interventi di Vincenza Capursi, del dipartimento di Scienze Economiche, aziendali e statistiche dell’Ateneo palermitano, di Roberto Foderà, dell’Stat, di Sebastiano Torcivia, consigliere d’amministrazione del Cerisdi, dell’ex assessore regionale, Antonio Purpura, e di Umberto La Commare, del consorzio Arca”.

“Si è parlato invece di “Ascesa e declino del Mezzogiorno”, il libro di Emanuele Felice, dell’Università degli Studi di Pescara, ieri pomeriggio al Dems. Un incontro cui hanno preso parte Salvatore Costantino, Pier Francesco Asso, Salvatore Lupo e Fabio Lo Verde, dell’Università di Palermo. Al centro del dibattito un excursus sull’Italia dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. Il capitalismo, il modello fordista, bassi salari e investimenti, e ancora l’industria automobilistica, la moltiplicazione del reddito medio e la successiva industrializzazione del Sud. “Un libro interessante – ha osservato Asso -, una sintesi appassionata che può essere rivolta a tutti. Di particolare interesse gli anni ’70, considerata una età dell’oro. Bocciati invece gli anni ’30 come periodo di ristagno e scarsa convergenza”.

“Dopo una settimana di incontri su lavoro, integrazione, condizioni, accoglienza e qualità della vita dei migranti, dialogo interculturale, ma anche investimenti, finanza e credito per la crescita della Sicilia, ultimo appuntamento oggi per la conclusione di queste Giornate con il XXIX Osservatorio congiunturale “Nicolò Curella” che si svolgerà nella Galleria d’Arte Moderna”.

T.C

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