di Elisa Guccione

CATANIA – «La prossima stagione debutterò al “Teatro della Luna” a Milano in “Diva il Musical” con le musiche di Vincenzo Incenzo e la regia di Renato Giordano». Il prossimo inverno sarà un anno importante per l’energica e vulcanica Giovanna D’Angi che, tra una battuta e un sorriso, cerchiamo di conoscere curiosando allegramente tra le sue foto e i suoi ricordi nella sua casa di Giardini Naxos. «Sto per concludere degli importanti contratti e il 2015 sarà ricco di sorprese e novità»._MG_7635

– “Ragazze a mano armata”, diretta da Fabio Sartori,  è la sua opera prima per il grande schermo. Interpreta Gioia. Parliamo di quest’avventura cinematografica

«È un action comedy con attori giovani under trenta.  Gioia è completamente diversa da me oserei dire, senza troppi indugi, l’opposto. Interpreto una ragazza in carne, che scappa da Corleone a Messina, per studiare. In realtà va via dal paesello, perché viene derisa e definita grassa, cicciona, bombola e scema. L’unico legame con le sue origini e il suo luogo natio è lo zio, Nino Frassica, che le invia sempre dei cannoli. Pensa solo al cibo e crede di non essere intelligente, anche se poi si accorge che tutti i problemi che si presentano nel corso della storia vengono risolti da lei.attachment-1570795443 Vive con due sue cugine, che per poter arrivare a fine mese affittano una stanza ad una rapinatrice in incognito, Karin Proia, la quale nasconde un milione di euro, fregato ad un boss romano, nella loro casa. All’improvviso la rapinatrice scompare lasciando nella stanza il bottino. Appena si scopre questo tesoro si spende senza sosta, si litiga sul da farsi e per un maldestro errore i soldi diventano un falò. Un giorno alla loro porta bussa qualcuno che reclama la refurtiva, così le ragazze sono costrette ad improvvisarsi rapinatrici. È un film pulito che fa sorridere con leggerezza».

– Ci parla del rapporto con il cast?

«Ci siamo trovati tutti benissimo e si è instaurato un bel feeling sin da subito. È stata una bella esperienza, che mi auguro di ripetere al più presto».attachment-1051178647

– Cos’ha provato nel vedere la sua immagine proiettata sul grande schermo?

(ride)

«Ho visto il film per la prima volta a “La casa del Cinema” a Roma. La prima immagine che si vede è la mia faccia ed io che mangio, con gusto, i cannoli. Sono molto autocritica e mi sono emozionata tanto. Se un giorno dovesse mancare l’emozione nel mio lavoro smetterei subito di fare questo mestiere».

– Il suo primo amore però è stata la musica …

«È un amore reciproco. Tutto è cominciato quando avevo tre anni con il gruppo folk Naxos e rimasi con loro fino a diciotto anni. A cinque anni dissi a mia madre che il mio destino sarebbe stato cantare. Ho preso lezioni di canto e già a quattordici facevo piano bar, cantavo nei matrimoni, nelle feste… . Come si dice in questi casi ho bruciato le tappe, perché ho sempre lavorato e mentre i miei amici si divertivano io studiavo. Adesso, forse, sto vivendo quell’adolescenza che non ho vissuto, perché impegnata a fare tutt’altro».47580_10203094688349044_738963490_n

– E nella sua vita appena maggiorenne arriva Sanremo …

«Tutto è successo talmente in fretta, che mi sono ritrovata tra i tre vincitori dell’Accademia di Sanremo, scelti da Bonolis, senza accorgermene. Inutile negarlo resterà per sempre la soddisfazione più grande per un cantante. Il post Sanremo mi ha dato molto come le due tournee con l’orchestra sinfonica di Sanremo e  quella Abruzzese. Sono grata alla vita e a me stessa per quello che sono riuscita a fare».

– Il grande pubblico impara a conoscerla anche nei grandi musical come “Cenerentola” e “Hairspray”. Com’è arrivata a questo tipo di spettacolo?

«Cantare non mi bastava più e ho cominciato a studiare danza e recitazione e da lì sono arrivate le grandi occasioni dei musical».

1014586_10201472068384559_629185650_o– Non ha paura che il successo possa, a volte, stravolgere anche i punti fermi di una persona?

«Può capitare, ma tutto è sempre legato al carattere. Devo dire grazie ai miei genitori, che mi hanno aiutata a stare sempre con i piedi per terra. Non sono cambiata, perché ho affrontato i vari eventi vivendo il momento e godendo di ciò che mi stava succedendo. Non ho mai fatto grandi progetti e non lo faccio neanche oggi, penso sia giusto vivere l’attimo e gustarne le sue emozioni».

– Ultimamente a Catania la si ricorda anche per le simpatiche gag con Karlo Kaneba. Com’è nato questo sodalizio?_MG_7636

(ride)

«Conobbi Karlo a quattordici anni durante una festa di Carnevale. Abbiamo sempre giocato insieme divertendoci davvero tanto. Siamo stati sempre in contatto, ma ci siamo riavvicinati durante la trasmissione “Cucina che vai Kaneba che trovi”. Una volta per gioco ho registrato i cori di una sua canzone, “Tirulì”, e da quel momento sono nate le mitiche scenette come quelle delle gemelle Kessler. Non perdiamo mai occasione per stare insieme e divertirci con tanta e sana allegria, anche le nostre prove meriterebbero di essere riprese».

Elisa Guccione

 

Scrivi