CATANIA − Il Collegio della Terza Sezione Penale di Catania – presieduto dalla Rosa Anna Castagnola, e composto dai magistrati Santino Mirabella e Dorotea Catena – ha audito gli altri tre soci fondatori della Solsamb S.r.l. di Melchiorre Fidelbo, marito della parlamentare Pd Anna Finocchiaro : Salvatore Sciacca, Salvatore Sciacchitano e Giovanni Benedetto, tutti e tre medici di lunga esperienza.
Nonostante le riserve del pubblico ministero, Alessandro La Rosa, il Collegio ha ascoltato anche la consulente nominata dalla difesa di Fidelbo, la ricercatrice dell’Università degli Studi di Catania Daniela Giordano.
Per tutti e quattro si tratta di testi che appartengono alla lista della difesa di Melchiorre Fidelbo, rappresentata dagli avvocati Piero Granata e Calogero Licata.
Dall’audizione dei soci di Fidelbo è emerso che la Solsamb S.r.l. sottopose all’attenzione dell’allora direttore generale dell’AUSL di Catania (oggi Asp 3), Antonio Scavone, un progetto di informatizzazione delle case della salute. Stando alle loro dichiarazioni, solo la Scuola superiore di studi universitari Sant’Anna di Pisa avrebbe potuto competere con l’analisi condotta dalla Solsamb, che nel sito dell’ospedale di Giarre individuava il luogo più adatto alla realizzazione della Casa della salute per la provincia di Catania.
Il progetto della Solsamb convinse Antonio Scavone, infatti questi affidò al dottoresse Vito Litrico il compito di svolgere tutti i sopralluoghi necessari per adeguare il sito alle esigenze di una Casa della salute.
Sciacca, Sciacchitano e Benedetto hanno confermato la circostanza che durante un colloquio avuto con l’allora assessore regionale della Salute, Massimo Russo, questi dimostrò di essere all’oscuro tanto del fatto che il Ministero aveva destinato alla Regione Siciliana finanziamenti finalizzati alla realizzazione delle case della salute, quanto che quel tipo di progetti prevedevano un cofinanziamento regionale, in assenza del quale le somme non sarebbero state accreditate dal Ministero alle Regioni. I tre hanno anche dichiarato che tutti gli adempimenti amministrativi della Solsamb erano di fatto curati da Melchiorre Fidelbo; pertanto oggi in Aula nulla ricordavano circa le modalità con cui il progetto fu inoltrato al Ministero e poi finanziato.
Il bando ministeriale per l’istituzione nelle regioni delle Case della salute attribuiva solo agli assessorati regionali il compito di trasmettere i progetti; ma nel caso del progetto della Solamb, questo fu fatto proprio dall’AUSL attraverso il Consorzio che raggruppava la stessa AUSL, una ditta di servizi informatici, la Solsamb S.r.l. e l’Università degli Studi di Catania, e trasmesso al Ministero in modo da accertare alle prossime udienze.
Il prossimo primo luglio si entrerà nel vivo della questione contestata – l’affidamento del servizio alla Solsamb senza gara d’appalto – con l’audizione dell’allora assessore regionale alla Salute Massimo Russo, che a Giarre ebbe l’onore di tagliare il nastro d’inaugurazione del PTA.

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