di Flora Bonaccorso

CATANIA – Dopo le elezioni regionali del 2012 – che hanno visto l’elezione all’ARS di Toti Lombardo, figlio di Raffaele Lombardo, nella lista del Partito dei Siciliani -, e dopo le politiche generali del 2013 – alle quali Raffaele Lombardo era candidato al Senato, senza riuscire ad essere eletto con grande amarezza a suo dire -, Raffaele aiutò il cognato di un militante dell’MPA, il Movimento per l’Autonomia di cui è stato il fondatore e il leader sino allo scioglimento. L’aiuto consistette nel far assegnare a Giuseppe Giuffrida, cognato del fedele militante dell’MPA Ernesto Privitera, un lavoro a tempo determinato come operaio presso una ditta di raccolta dei rifiuti operante a Catania, denominata IPI. “Seppi che era in difficoltà al punto di essere disposto ad accettare percorsi devianti”, dichiara Raffaele all’udienza di oggi presieduta dalla dottoressa Laura Benanti. E usa proprio l’espressione “percorsi devianti”.

Il rapporto di conoscenza e di fedeltà politica che unisce a tutt’oggi la famiglia Lombardo e quella del Privitera risale agli anni Settanta, continua a spiegare Raffaele Lombardo. Il padre di Ernesto Privitera sosteneva le candidature politiche del padre di Raffaele, da qui il passo è breve a vedere Ernesto al fianco di Raffaele sin dai primi suoi approcci alla politica nella Democrazia Cristiana.

Ma l’aiuto profuso da Raffaele Lombardo a Giuseppe Giuffrida sta costando l’accusa di voto di scambio che vede imputati innanzi al Tribunale di Catania Raffaele Lombardo e il figlio Toti, Ernesto Privitera, Giuseppe Giuffrida e Angelo Marino (il primo cognato e l’altro cugino di Ernesto).

I voti portati da un militante costituiscono voto di scambio? E’ noto all’accusa che è consuetudine tra le aziende e tra i gestori di servizi pubblici riservare una ristretta rosa di posti di lavoro alla disponibilità di chi riveste un incarico pubblico, spesso per mansioni che richiedono bassa professionalità e con un contratto a tempo determinato? Si domanda Raffaele Lombardo e aggiunge: perché l’accusa non approfondisce le ragioni che hanno spinto molti personaggi politici, eletti nelle fila dell’MPA, ad aderire ad altri partiti politici?

Alla prossima udienza, fissata in data 7 maggio 2015, sarà ascoltato Toti Lombardo.

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