Giuseppe Castiglia: “Siamo un po’ tutti Saro Falsaperla”

di Elisa Guccione

Foto Servizio Vincenzo Musumeci

CATANIA -La platea e la tribuna sono gremite. È tutto pronto. Pochi minuti e Giuseppe Castiglia risalirà sul palco del Teatro Abc accanto al fraterno amico Salvo La Rosa, per il battesimo di “Meraviglioso” il nuovo show televisivo del giornalista e presentatore catanese in onda ogni martedì, ore 21.00, su TGS canale 15 per tutta la Sicilia, RTP canale 17 e 646 per Messina e Reggio Calabria e su Viva L’Italia canale 879 di Sky.

Ph Vincenzo Musumeci

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Simpatico e coinvolgente ricorda quando recitò davanti ad un pubblico la sua prima barzelletta.

Qual è la differenza fra raccontare una barzelletta in un programma televisivo e intrattenere il pubblico in radio?

“La radio mi consente di essere me stesso. Tutto è estemporaneo ed ho la possibilità di esprimermi liberamente, oserei dire, senza alcun freno”. (ride)

Ma non ci sono rischi?

Ph Vincenzo Musumeci

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“Sicuramente è più difficile, perché non si hanno schemi da seguire anche se per chi fa un lavoro come il mio è un banco di prova molto stimolante. Il rischio in questo caso è molto elevato in quanto potrebbe capitare di non trovare la chiusura giusta al discorso iniziale. È chiaro che se dovesse accadere di non saper rispondere o continuare una frase è un segnale tangibile di dover cambiare mestiere, per fortuna finora non è capitato”.

E poi come si fa a stare senza Saro Falsaperla?

Ph Vincenzo Musumeci

Ph Vincenzo Musumeci

Saro è tutti noi, fa parte della vita di ognuno. Tutti conosciamo o siamo amici di un signor Falasaperla. È il nostro alter ego. Quando un cabarettista riesce a far riconoscere il pubblico in ciò che racconta, significa che ha veramente fatto centro”.

Si ricorda quando ha raccontato per la prima volta una barzelletta?

“Avevo tre anni. La domenica dai nonni mi mettevano in piedi sulla famosa sedia a raccontare, per un pubblico di parenti, le barzellette che mio nonno Ciccino mi insegnava.La prima vera esibizione in pubblico avverrà qualche anno dopo all’oratorio salesiano Santa Maria delle Salette nel “Carnevale di Venezia”. Suonavo il flauto dolce e avevo dodici anni”.

Un saluto ai nostri lettori prima di salire sul palco …

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Elisa Guccione

Foto Servizio Vincenzo Musumeci

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