Riceviamo e pubblichiamo

Bene il riordino del sistema della formazione professionale, ma alcune questioni rimangono irrisolte

Egregio Presidente del Governo Siciliano, il sottoscritto Giuseppe Milazzo, nella qualità di coordinatore regionale Snals Confsal del settore della formazione professionale, Le scrivo per manifestarLe il nostro appoggio per ciò da Lei dichiarato in merito al riordino del sistema della formazione professionale e per questo siamo pronti a collaborare, ma anche per manifestarLe alcune preoccupazioni in merito. Diversi gli interrogativi a cui serve urgentemente una risposta al fine di raggiungere quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.

Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio?

Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 8000 lavoratori professionisti. Alcuni sono ancora in servizio a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, altri sono abbandonati e privi di incarico in attesa di una funzione o di sostegno al reddito. Si tratta di cittadini siciliani iscritti all’Albo regionale della formazione professionale con un’esperienza da più di 20 anni. Persone che si sono impegnate e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità, in tutti gli Enti, presso i CPI e presso i Comuni siciliani dislocati nelle diverse province della Sicilia al fine di raggiungere i risultati che sono stati previsti nei bandi della Regione Siciliana: formare corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione e svolgere politiche attive del lavoro attraverso percorsi di orientamento alla ricerca attiva del lavoro. Tutti hanno lavorato e continuano a lavorare regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto, lo stipendio con cadenza mensile.

Chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese? Si è in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?

In Sicilia è necessaria una struttura snella, capace di operare in maniera fluida evitando lungaggini burocratiche e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC. La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti, perché siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.

Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.

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