8 nazioni, 4 capitali europee, 2500 i km percorsi in kayak e 73 i giorni impiegati. No, non stiamo dando i numeri, stiamo enumerando le tappe e le fatiche compiute per la Traversata Internazionale di Pace del Danubio realizzate da Giuseppe Rapisarda, che ha così raggiunto anche il record italiano di traversata del Danubio in Kayak.

Giuseppe Rapisarda, belpassese, ha iniziato questa avventura il 22 giugno 2014 partendo da Ingolstadt, Germania per concluderla il 3 settembre scorso, sul Mar Nero, Sfanthu Gheorghe in Romania.
Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria e Romania, queste le nazioni che ha attraversato in poco meno di due mesi e mezzo, pernottando in tenda a bordo fiume e rilasciando interviste lungo il suo tour.
Una sfida sportiva unita a una nobile causa: la traversata internazionale per la Pace, occasione di incontro di diverse delegazioni. Lo sportivo ha infatti attraversato capitali europee come Vienna, Bratislava, Bulgaria e Romania, rilasciando interviste per le reti televisive di questi paesi, insieme alla rappresentante austriaca dell’associazione pacifista Servas, di cui fa parte, ha avuto accesso persino alla sede delle Nazioni Unite a Vienna.

g_rapisardaA una prima lettura potreste avere l’impressione di avere a che fare con un fanatico dello sport, ma Pippo Rapisarda che ha raccolto in un blog articoli riguardanti questo insolito progetto, ha delineato in modo chiaro i motivi che hanno reso questa traversata del secondo fiume più lungo d’Europa, un’impresa straordinaria.
Oltre al fine meramente sportivo, ha avuto modo di sviluppare progetti di ordine ambientale, ecologico, scientifico, pacifista, sociale, umanitario e ultimo, ma non per questo meno importante, il motivo promozionale.
Prelevare campioni d’acqua dal Danubio per farli testare dagli alunni dell’istituto S. Cannizzaro di Catania, e valutare lo stato di salute del fiume nonchè la variazione dalla sorgente alla foce là dove le nazioni si incontrano. Veicolare un messaggio di pace in 8 nazioni, avvicinare la cultura e la società italiana a quella rumena, che è anche la comunità con più alta densità nel nostro territorio, collaborare con associazioni culturali e sportive, creare un reportage del viaggio per condividerlo con chi ne vorrà scoprire il fascino, organizzare un’asta di beneficienza di prodotti italiani, i cui proventi sono devoluti a un’associazione di bambini abbandonati. Infine l’intento di promuovere la Sicilia con le sue eccellenze, artigianali, agroalimentari, e turistico-ambientali.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere occhi nuovi.” scriveva Marcel Proust, e Giuseppe Rapisarda con questa traversata ha aperto una finestra sulla Sicilia dei valori della solidarietà, della pace, riscattando l’immagine di una terra che è stata identificata per troppo tempo con la parola “Mafia”.

 

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