di Elisa Guccione

CATANIA – Continua il nostro incontro con gli artisti che hanno prestato, senza esitazioni, la loro immagine alla XXII edizione de “La Festa della vita”, creata da Giovanni Zappulla e  promossa dai gruppi Lions Acitrezza Verga, Rotary e Kiwanis insieme all’Accademia delle Belle Arti di Catania e alle testate giornalistiche “Sicilia e Donna” e “SiciliaJournal”, che si svolgerà il 19 luglio al banacher in onore di Laura Salafia. È la volta dell’attrice Lucia Fossi, portavoce del promettente gruppo di attori che danno vita a “Le Memorie Contese”: Luca Iacono, Ramona Polizzi, Lucia Portale, Francesco Russo e Chiara Ponzo.

Federico Ferrantini

Federico Ferrantini

–         Oggi siamo qui per Laura Salafia. Lei si è laureata al monastero dei benedettini scenario del tragico evento. cos’ha significato per chi come lei è stata toccata in maniera diretta da questo tragico momento?

«Ricordo nitidamente la chiamata di mia madre preoccupata. Voleva sapere dove fossi. Io in quel periodo stavo per specializzarmi e passavo da quei luoghi quotidianamente.  Piazza Dante, la facoltà di lettere sono luoghi pieni di vita, di sogni, di gioia per moltissimi ragazzi. Quello che è successo a Laura ha sconvolto tutti. Chiunque di noi poteva essere al suo posto».

–         Crede nelle serate di beneficenza?

«La serata di beneficenza per Laura Salafia è molto più che un momento di solidarietà. È un modo per far sentire la voce di una comunità, quella di chi crede in questa città. Tutti hanno il diritto di vivere in un clima sereno, civile. La paura, che questi  tempi così difficili  incutono, si combatte con la coesione».

–         Insieme ai suoi giovani colleghi, le cinque Memorie Contese, cosa state preparando?

«Continueranno ad allietare gli ospiti di Palazzo del Toscano anche nella prossima stagione . Inoltre un nuovo progetto vedrà tutti noi giocare con una nuova storia, quella di un’altra delle più affascinanti, influenti, nobili famiglie catanesi, i  Biscari, nella cornice del noto palazzo nobiliare. Squadra che vince non si cambia! E poi a noi le idee non mancano» .

–         Come vivete questa crisi epocale di cultura, lavoro e sentimenti?

«Questa crisi va vissuta con coraggio. Cerchiamo di tenere alta qualità del lavoro ed entusiasmo. Anche quando le circostanze non sono le migliori. Bisogna cercare di non piegarsi alla tendenza che ci ha offerto la nostra società negli  ultimi anni, cioè di livellare tutto verso il basso. Tenere alto il buon gusto è la nostra missione, con proposte che incuriosiscono e stimolino il pubblico a un nuovo interesse, non solo verso il teatro ma verso l’arte in generale. Il linguaggio dell’arte è  il più immediato, profondo, diretto che possa esistere. Onestà professionale e anche nel rapporto d’amicizia che ci lega. Fare gruppo è uno dei modi per superare il duro periodo che stiamo attraversando.  La solidità di un attore viene soprattutto dalla serenità nei rapporti con le persone che lo circondano».

Elisa Guccione

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