di Marco Spampinato

CATANIA  – “O si cambia passo e si compie la rivoluzione di Crocetta o si torna alle urne” questo il titolo, e la premessa, della conferenza stampa tenuta dal deputato regionale Marco Forzese stamane negli uffici di rappresentanza dell’Assemblea Regionale Siciliana di Catania. Non un diktat, non un’imposizione all’azione immediata, però, quanto una sorta di “orientamento” e consiglio preventivo che lo stesso Forzese ha voluto fare pervenire, attraverso questo messaggio, al mondo della stampa e politica siciliana.

Puntando alla disponibilità che lo distingue, allora, abbiamo preferito rivolgere delle domande dirette allo stesso Forzese, per averne delle risposte al fine di meglio capire, in primo luogo, la sua posizione in merito alle critiche, non più velate, mosse nei confronti del presidente Rosario Crocetta al quale, a parole e, pare, anche coi fatti, contemporaneamente lo stesso Forzese rinnova stima personale e una certa fiducia.

Quando, rivolgendosi agli intervenuti alla conferenza stampa, il deputato regionale precisa “Se è vero che ha perso Crocetta (in relazione all’assenza di riscontri concreti durante i suoi primi due anni di gestione amministrativa della Regione Siciliana) bisogna anche dire che ha perso l’intera politica isolana che è fatta, soprattutto, di deputati che lamentano una incerta applicazione del programma o, peggio, criticano le scelte del presidente e, poi, però, non si prendono le proprie responsabilità per provare a far cadere, o a sostenere con impegno e coi fatti, questo Governo.

I cittadini percepiscono questa confusione e pensano che si tiri a campare. Ad ascoltare i commenti di chi è esterno ai fatti sembra che Crocetta abbia dalla sua la fiducia della politica sol perché questa, nei suoi rappresentanti, ha interesse a che non si torni alle urne”. In caso di nuove elezioni il numero dei deputati regionali sarebbe, stavolta, diminuito di 20 unità ma, per non confonderci ulteriormente, decidiamo di fare tre domande che ci vengono accordate:

– Onorevole Forzese, lei conferma o no la fiducia al Governo Crocetta. E, se sì, perché ritiene utile per la Sicilia continuare con questo presidente “rivoluzionario” visto che la percezione che si ha dall’esterno è che, proprio questo Governo, non abbia fatto nulla di utile e veramente propositivo per Sicilia e siciliani?

“Condivido l’analisi negativa contenuta nella domanda. Vivendo a Catania e in Sicilia mi accorgo pure io che questo Governo non ha fatto ciò che ci aspettavamo per colpa di Crocetta e della “politica” in senso esteso e burocratico. Da un anno e mezzo non facciamo che ascoltare quasi solo critiche in negativo. Ma io, prima di pensare di sfiduciare questo Governo, penserei di chiedere ai parlamentari che reali intenzioni hanno nell’appoggiare la programmazione del Presidente. Di contro, scelgo l’opzione di offrire un altro anno di lavoro per vedere se si possa riuscire d’uscire da questa impasse che, ormai, conta molti atti di disagio e frustrazione sociale, con la registrazione di gesti estremi, e l’evidenza di troppi casi disperati, legati alla mancanza di opportunità e lavoro”.

– Ma, allora, conferma la sua fiducia a Crocetta?

“Sarò il proponente, e il primo firmatario, di questo documento da sottoporre ai colleghi della politica regionale dove si determina la necessità di cambiare rotta rispetto a quanto fatto, o non fatto, fino ad oggi. Se è vero che bastano 46 firme dei colleghi deputati per fare cadere il Governo Crocetta è altrettanto vero che, qualora per un motivo o per un altro, non si dovessero riscontrare questi dissensi allora saremmo, tutti, nell’obbligo e nella necessità di dare una ulteriore opportunità al presidente. Di un terzo anno, per l’appunto”.

Proseguiamo. Ma non ci è chiaro se Forzese, a questo punto, si orienterebbe per sostenere la fiducia o essere parte di quei 46 che, in caso contrario, porterebbero il popolo siciliano al ritorno alle urne. Tra le righe leggiamo attesa, analisi, e una quasi robusta dose di “buonismo” nei confronti di quel presidente, Crocetta, eletto “…grazie alle preferenze della stragrande maggioranza dei siciliani” (in questo passaggio intendiamo l’involontaria ironia del deputato visto che ben sappiamo come Crocetta l’abbia spuntata con un sostanziale aiuto di ampie fronde di voti provenienti da formazioni politiche aderenti al cosiddetto Centro-Destra e da “dissidenti” dell’MPA lombardiano apparentemente ben distanti da certa sinistra).

– Cuffaro, Lombardo e Crocetta chi è stato il peggiore presidente e perché?

“Ho sposato le idee di Rosario Crocetta e apprezzato le idee alla base del suo programma politico; non è un mistero. Valuto positivamente il governo di Raffaele Lombardo, ottimo organizzatore politico che si è perso, poi, quando la cosiddetta “lombardite” (pensiamo a un neologismo per determinare un delirio di onnipotenza legato a un solo cognome) lo ha portato ad attribuire incarichi e nomine in maniera scomposta e a troppi accoliti e impreparati di ogni sorta. Non sarebbe stato così se avesse proseguito con coloro i quali avevano appoggiato i passi iniziali del Movimento per le Autonomie che ho seguito con interesse. Salvatore Cuffaro? Un ottimo presidente che, però, ha sbagliato nel merito”.

Difficile, quindi, scovare un “peggiore”. Riteniamo che Crocetta, quanto meno e al momento, abbia perlomeno un’altra, forse non ultima, chance.

 

 

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