Salvo Reitano

Domani all’Ars Musumeci presenta il manifesto #diventeràbellissima” 

Il governo di sinistra meno apprezzato dai siciliani ha l’elettroncefalogramma piatto. Moribondo, arranca, respira a fatica, malato di una patologia che lo sta portando nella fossa. In queste condizioni non può durare a lungo, ormai pronto a tirare le cuoia. Serve un’alternativa: ora e subito. Niente cure, niente rimpasti. Dannosi e inutili.
Il deputato del Pd, Mario Alloro, fedelissimo di Crisafulli, lo sconfitto eccellente delle amministrative, chiede al segretario del partito, Fausto Raciti, di considerare chiusa l’esperienza del terzo governo Crocetta e pensare seriamente a nuove elezioni così come sostenuto anche da Marco Zambuto e dal sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo.
Inutile dire che il governatore non ha alcuna intenzione di dimettersi. Ci mancherebbe. E’ lo stesso che si è precipitato, cappellino in mano alla Leopolda, quando la mozione di sfiducia gli stava sfilando la poltrona, facendosi, di fatto, commissariare da Renzi. Ribadirà, al vertice di maggioranza convocato per domani, che è sua intenzione portare avanti le riforme, che vuole tenere fede alle promesse fatte ai siciliani e tutti i bla bla bla che fino a questo momento non hanno sortito alcun risultato.
Alloro è chiarissimo: “Il Pd rifletta seriamente se proseguire l’esperienza di governo a sostegno di Crocetta o se non sia il caso di ridare la parola agli elettori”.
“Dobbiamo andare oltre la logica dei rimpasti – spiega Alloro – che non hanno prodotto i risultati sperati, serve fissare obiettivi per invertire la tendenza verso un inesorabile declino in cui da troppo tempo versa la nostra terra sia sul piano economico che su quello sociale”.
Riforme mai attuate, dalle provincie ai liberi consorzi di comuni alle camere di commercio, tematiche mai affrontate, dall’acqua ai rifiuti agli investimenti infrastrutturali. Un buco nero fatto di proclami e di nulla.
Le elezioni amministrative hanno certificato, qualora ce ne fosse bisogno, che l’insoddisfazione dei siciliani è arrivata a un livello intollerabile. Per il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi “ siano i cittadini, per primi, a mobilitarsi perchè non prevalga l’apatia, la rassegnazione”.
Intanto a Pontida, al raduno nazionale della Lega debuttano i meridionali. Fra i siciliani  sul palco: l’on. Angelo Attaguile, segretario nazionale di ‘Noi con Salvini’ e coordinatore in Sicilia del partito, Fabio Cantarella, vice sindaco di Mascalucia e Giovanni Bottino, appena eletto consigliere comunale a San Giovanni La Punta. Tutti ricordano la frecciata a Crocetta sugli immigrati clandestini. “ Si specula col malaffare così come sta emergendo in merito alla gestione del Cara di Mineo – dice Angelo Attaguile il problema è che la Sicilia è governata da Rosario Crocetta che parla di incentivi ai comuni che decideranno di accogliere ulteriori immigrati clandestini. Davvero vergognoso – aggiunge il segretario nazionale di ‘Noi con Salvini’- che per gli immigrati clandestini i soldi si trovano mentre nessuno intende preoccuparsi dei tanti siciliani oggi in difficoltà”.
Domani, martedì 23 giugno, intanto, la politica regionale si arricchisce di una nuova proposta. Sarà presentato alle ore 11,00 nella Sala Rossa di Palazzo dei Normanni, il Manifesto politico-programmatico “#Diventerà Bellissima”, movimento nato lo scorso novembre per costruire un’alternativa alla “finta rivoluzione” del centrosinistra e al malgoverno del Pd di Rosario Crocetta.
L’iniziativa sarà presentata alla stampa da Nello Musumeci: «Cedendo alle sollecitazioni di tanti cittadini, abbiamo lanciato da Palermo un appello per una mobilitazione civile tra persone per bene, nel momento più difficile e drammatico per la nostra Isola. Una sorta di Patto civico che possa dare rappresentanza ai tantissimi siciliani che non vogliono rassegnarsi a morire di crocettismo e di renzismo – ha spiegato Musumeci. “Ci rivolgiamo a quei siciliani che, al di là degli schieramenti, credono ancora possibile una politica pulita ed efficiente per costruire insieme un progetto alternativo”.
Si, perché i siciliani, nonostante Crocetta, hanno deciso di non rassegnarsi ad una Sicilia di clientele, di saltimbanchi, di ruffiani, di figliocci, di trenta denari. C’è assoluto bisogno di fedeltà ideale, di coerenza, di operatività e onestà per immaginare un riscatto ricco di speranza.
Anche noi siamo sicuri, come Paolo Borsellino, che “la Sicilia diventerà bellissima”, nonostante tutto, nonostante costretta a vivere nella perenne incertezza, nonostante un governo di pericolosi incapaci. Il conto alla rovescia è appena cominciato.

S.R.

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